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Art. 874 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 874 Codice Civile

Sopraelevazione nuova costruzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sopraelevazione, anche se comporta un aumento di volume modesto, deve essere qualificata come 'sopraelevazione nuova costruzione'. Di conseguenza, è soggetta alle normative vigenti in materia di distanze legali tra edifici. Nel caso di specie, i proprietari di un immobile avevano effettuato un innalzamento di 61 cm. La Corte ha confermato la decisione d'appello che ordinava la demolizione, ritenendo irrilevante il principio di prevenzione, poiché la sopraelevazione costituisce un'opera autonoma rispetto alla costruzione originaria.
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Pagamento creditore apparente: la Cassazione decide
Un'azienda ha pagato il costo di un muro di confine al proprio venditore anziché al vicino che lo ha costruito. La Cassazione ha stabilito che tale pagamento non è liberatorio, escludendo l'ipotesi di pagamento a creditore apparente per mancanza di diligenza da parte del debitore. La Suprema Corte ha inoltre accolto il ricorso sulle spese legali, affermando che la compensazione richiede ragioni gravi ed eccezionali.
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Distanze tra costruzioni: no alle intercapedini
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio in materia di distanze tra costruzioni. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto legittima la costruzione di un garage a 20 cm dal fabbricato del vicino. Secondo i giudici, creare un'intercapedine, per quanto piccola, non equivale a costruire in aderenza e viola le norme sulle distanze legali, in particolare il principio di prevenzione, che mira proprio ad evitare la creazione di spazi dannosi tra edifici. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Principio di prevenzione su fondi non edificabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8405/2024, ha stabilito che il principio di prevenzione in materia di distanze tra costruzioni non si applica se il fondo del vicino, che dovrebbe costruire per secondo, non è edificabile. Nel caso specifico, un terreno era interamente gravato da una servitù di passaggio, rendendolo di fatto non edificabile. Pertanto, il proprietario di tale fondo non poteva contestare la costruzione del vicino eretta a distanza inferiore da quella legale dal confine, poiché non aveva un diritto a costruire da tutelare.
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Distanze tra costruzioni: ricorso inammissibile
Un proprietario ha impugnato in Cassazione la costruzione del vicino, lamentando la violazione delle distanze tra costruzioni e delle norme antisismiche. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che nuove questioni che richiedono accertamenti di fatto, come il rispetto della normativa antisismica, non possono essere sollevate per la prima volta in sede di legittimità. Inoltre, la Corte ha ribadito che la contestazione della firma di un giudice su una sentenza richiede una specifica procedura di querela di falso, non essendo sufficiente un semplice motivo di ricorso.
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Distanze legali: accordi privati non validi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che avevano costruito un edificio senza rispettare le distanze legali previste dal piano regolatore comunale. La Corte ha stabilito che le norme sulle distanze legali, essendo poste a tutela di un interesse pubblico, sono inderogabili e non possono essere modificate da accordi privati, i quali devono considerarsi nulli. La decisione ribadisce la supremazia della normativa urbanistica sulla volontà delle parti.
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Distanze legali tra costruzioni: quando si applicano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4851/2024, ha stabilito che le norme sulle distanze legali tra costruzioni si applicano anche a un edificio non ancora completato, purché costituisca una struttura stabile e definita. La Corte ha rigettato il ricorso dei costruttori, chiarendo che il proprietario leso può scegliere l'azione legale più opportuna senza un ordine di priorità. Inoltre, ha ritenuto infondata l'eccezione di usucapione del diritto a mantenere l'opera a distanza irregolare, poiché non era trascorso il termine legale di vent'anni.
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Principio di prevenzione e distanze: il ruolo dell’usucapione
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce che il principio di prevenzione in materia di distanze tra edifici non si applica se uno dei proprietari ha acquisito per usucapione il diritto di mantenere il proprio immobile a una distanza inferiore a quella legale. In questo caso, chi costruisce successivamente non può avvalersi della prevenzione ma deve arretrare la propria costruzione per rispettare la distanza complessiva tra i fabbricati.
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Distanza tra costruzioni: quando una porta è veduta?
Una società immobiliare ha citato in giudizio i vicini, chiedendo l'arretramento della loro costruzione per violazione della distanza tra costruzioni, sostenendo che una grande porta sul proprio capannone costituisse una 'veduta'. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che una porta non può essere qualificata come veduta, a meno che la sua struttura specifica non consenta di affacciarsi e guardare sul fondo altrui (come una porta-finestra). Di conseguenza, la norma che impone una distanza di 10 metri per le 'pareti finestrate' non era applicabile al caso di specie.
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Distanze legali: quando si può costruire sul confine?
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti delle deroghe alle distanze legali previste dai regolamenti comunali. In un caso riguardante una tettoia costruita in aderenza a un muro sul confine, la Corte ha stabilito che l'eccezione che consente di costruire in presenza di una parete preesistente si applica solo se tale parete si trova sul fondo del vicino, e non se è stata realizzata dallo stesso proprietario che intende poi edificarvi contro. Di conseguenza, la tettoia è stata considerata illegittima e ne è stato ordinato l'arretramento alla distanza legale di 5 metri dal confine.
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