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Art. 874 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 874 Codice Civile

Distanze legali tra costruzioni: accordo privato vs regolamento
I Vicini acquistano un terreno da un'Impresa con l'accordo di poter edificare sul confine in deroga ai regolamenti comunali. L'Impresa costruisce per prima ma non sul confine, bensì a una distanza minima di 17 centimetri, violando sia l'accordo sia il piano regolatore che imponeva una distanza minima di 5 metri dal confine. La Corte d'Appello respinge la domanda di demolizione dei Vicini applicando il principio di prevenzione e ritenendo la distanza trascurabile. La Cassazione accoglie il ricorso dei Vicini: il principio di prevenzione non si applica se i regolamenti locali impongono una distanza minima dal confine. Inoltre, le norme sulle distanze legali tra costruzioni sono assolute e non ammettono tolleranze giudiziarie. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Distanze legali: costruire sul confine e aderenza
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di interpretazione dei regolamenti edilizi locali in materia di distanze legali. Il caso riguardava un fabbricato costruito sul confine ma non in aderenza a quello del vicino. La Corte d'Appello aveva ordinato la demolizione parziale, interpretando restrittivamente la norma locale che consentiva la costruzione in aderenza o sul confine. La Cassazione ha invece stabilito che la congiunzione o ha valore disgiuntivo e che il principio di prevenzione permette al proprietario di scegliere tra diverse opzioni costruttive, purché siano rispettate le distanze minime tra i fabbricati previste dallo strumento urbanistico.
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Legittimazione passiva: la guida della Cassazione
Una proprietaria ha citato in giudizio il vicino lamentando la costruzione abusiva di un corpo di fabbrica in appoggio al muro di recinzione e l'installazione di un cancello che impediva l'accesso a un cortile comune. Mentre il Tribunale aveva accolto parzialmente le domande, la Corte d'Appello aveva rigettato il ricorso ritenendo non provata la legittimazione passiva del convenuto, a causa della produzione tardiva di una sentenza di usucapione. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione, stabilendo che la legittimazione passiva deve essere valutata sulla base della prospettazione dei fatti contenuta nella domanda e non va confusa con l'effettiva titolarità del diritto, che attiene invece al merito della causa.
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Muro di cinta: come obbligare il vicino a pagare
Un proprietario ha citato in giudizio la società vicina per ottenere il suo contributo alla costruzione di un muro di cinta comune. I tribunali di merito avevano respinto la richiesta per mancanza di interesse ad agire, non essendo il muro ancora costruito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33192/2023, ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che il diritto a costringere il vicino a contribuire alle spese per un muro di cinta, previsto dall'art. 886 c.c., può essere esercitato anche prima dell'inizio dei lavori, poiché si tratta di un'obbligazione di contribuzione e non di mero rimborso. La Corte ha inoltre annullato la decisione che riconosceva una servitù di passaggio sul fondo del ricorrente, per mancanza dei presupposti legali.
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