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Art. 839 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 839 Codice di Procedura Civile

Riconoscimento del lodo arbitrale straniero: no se l’azienda è in crisi
Una società fornitrice ha concluso un contratto di compravendita con un'impresa già sottoposta ad amministrazione straordinaria. Il contratto conteneva una clausola per deferire le controversie a un collegio arbitrale estero. Di fronte a contestazioni sulla qualità dei beni e al mancato pagamento, la fornitrice ha ottenuto un lodo di condanna a Londra e ha chiesto l'efficacia della decisione in Italia. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito. La Suprema Corte ha negato il riconoscimento del lodo arbitrale straniero, stabilendo che qualunque pretesa economica contro un debitore insolvente deve passare unicamente attraverso la verifica giudiziale dello stato passivo. Gli arbitri privati non hanno il potere di decidere debiti concorsuali.
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Riconoscimento del lodo straniero: forma contro sostanza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una Società Italiana contro il riconoscimento del lodo straniero emesso a Londra a favore di una Società di Spedizioni. La ricorrente contestava la regolarità del deposito dei documenti, avvenuto originariamente in copia semplice e poi integrato su ordine del giudice, e lamentava l'invalidità della notifica dell'arbitrato via email. La Suprema Corte ha chiarito che il deposito dell'accordo arbitrale in copia conforme è un presupposto processuale integrabile durante la prima fase del procedimento di riconoscimento. Inoltre, l'eccezione di difetto di giurisdizione dell'arbitro estero va sollevata direttamente davanti al collegio arbitrale e non può essere rimessa al giudice nazionale. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la validità del riconoscimento del lodo straniero in Italia, condannando la ricorrente alle spese.
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Inefficacia Misura Cautelare: Sequestro Salvo con Lodo Bloccato
Un'azienda ottiene un sequestro conservativo in Italia a garanzia di un credito riconosciuto da un lodo arbitrale svizzero. Successivamente, il Presidente della Corte d'Appello nega in via provvisoria l'esecutività (exequatur) del lodo per possibile contrasto con l'ordine pubblico (sospetto di riciclaggio). Il debitore chiede quindi di dichiarare l'inefficacia della misura cautelare. La Cassazione stabilisce che il diniego iniziale e provvisorio dell'exequatur, emesso senza un pieno contraddittorio, non è sufficiente a rendere inefficace il sequestro. L'inefficacia della misura cautelare si verificherà solo con la sentenza, anche non definitiva, che decide sull'opposizione al diniego, confermando la non eseguibilità del lodo in Italia. L'azienda creditrice vince la causa.
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