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Art. 823 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 823 Codice di Procedura Civile

Liquidazione spese legali: limiti inderogabili
Una società di ingegneria ha agito in arbitrato contro un'Amministrazione pubblica per inadempimenti contrattuali. L'Amministrazione ha contestato la competenza arbitrale ma ha poi partecipato a trattative, portando gli arbitri a ritenerla rinunciata. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha respinto il ricorso dell'Amministrazione ma ha accolto quello della società, cassando la sentenza d'appello per errata liquidazione spese legali. La Corte ha stabilito che i minimi tariffari previsti dal D.M. 37/2018 sono inderogabili e il giudice non può scendere al di sotto di tale soglia.
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Lodo arbitrale: efficacia di sentenza e data certa
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare di un credito derivante da un lodo arbitrale, poiché il Tribunale lo riteneva privo di data certa. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il lodo arbitrale rituale ha efficacia di sentenza e data certa fin dal momento della sua ultima sottoscrizione, senza necessità di deposito in cancelleria, rendendolo così pienamente opponibile alla procedura fallimentare.
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Compenso arbitri: quando è dovuto anche con lodo nullo
Un'azienda sanitaria negava il compenso a un collegio arbitrale sostenendo la nullità del lodo per un vizio di nomina. La Corte di Cassazione chiarisce che il diritto al compenso arbitri sussiste anche in caso di lodo nullo, rigettando quasi integralmente il ricorso. Tuttavia, la Corte cassa la sentenza d'appello per omessa pronuncia su un punto specifico: la liquidazione delle spese per la segreteria del collegio, rinviando la causa per una nuova valutazione su tale aspetto.
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Competenza arbitrale: l’impugnazione di delibere
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui limiti della competenza arbitrale in ambito societario. Il caso riguardava l'impugnazione di una delibera assembleare di una cooperativa edilizia. La Corte ha stabilito che una clausola statutaria che devolve agli arbitri le controversie relative all'interpretazione e applicazione delle delibere non include anche le impugnazioni volte ad annullare le delibere stesse. Tale interpretazione restrittiva è dovuta al fatto che l'arbitrato costituisce una deroga alla giurisdizione ordinaria. Pertanto, la competenza arbitrale non sussiste quando la delibera è l'oggetto dell'impugnazione e non il fondamento della domanda.
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