La Corte di Cassazione ha stabilito principi fondamentali per la determinazione della rendita catastale in contesti industriali ed estrattivi. Il caso riguarda una società attiva nel settore dell'escavazione e la contestazione di un avviso di accertamento relativo al classamento di cave e sili metallici. La Suprema Corte ha chiarito che le cave, pur essendo escluse dalla stima fondiaria agricola, devono essere iscritte nel catasto urbano se possiedono autonomia funzionale e reddituale. Allo stesso tempo, i sili metallici utilizzati per lo stoccaggio temporaneo dei materiali estratti devono essere esclusi dal calcolo della rendita catastale in quanto componenti impiantistiche funzionali al processo produttivo, i cosiddetti imbullonati, indipendentemente dalla loro stabilità fisica al suolo.
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