Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato tra un precedente reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, commesso tra il 2011 e il 2013, e un successivo furto aggravato in abitazione. La Corte d'Appello ha rigettato la richiesta, escludendo l'esistenza di un unico disegno criminoso preventivo. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che la diversa natura dei reati, la distanza temporale e i differenti luoghi di consumazione dimostrano l'esistenza di autonome decisioni criminose, escludendo qualsiasi programmazione unitaria iniziale. Il ricorrente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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