La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per vilipendio religioso e turbativa di funzione religiosa a carico di due imputati che avevano protestato platealmente contro il vescovo durante una processione. La Corte ha stabilito che insultare un ministro di culto, anche con il pretesto di criticare scelte organizzative, integra il reato di vilipendio quando si manifesta disprezzo, superando i limiti della libera espressione del pensiero. La protesta ha inoltre interrotto la cerimonia, configurando la turbativa.
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