Un'erede ha agito in giudizio per la rescissione di una divisione ereditaria, sostenendo che la precedente vendita della quota del proprio dante causa a un altro coerede e la successiva divisione tra i coeredi rimanenti costituissero un'unica operazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la vendita della quota ereditaria è un atto autonomo e non equiparabile a una divisione. Pertanto, non è soggetta all'azione specifica di rescissione divisione ereditaria prevista dall'art. 764 c.c., ma alle regole generali sulla rescissione contrattuale, per le quali non sussistevano i presupposti di lesione.
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