La Corte di Cassazione ha affrontato una complessa controversia riguardante la natura di una cappella cimiteriale, chiarendo i criteri per distinguere il sepolcro gentilizio da quello ereditario. Il caso nasce dalla richiesta di un discendente del fondatore di rimuovere le salme di soggetti estranei alla famiglia, inumate in forza di una vecchia scrittura privata di cessione. La Suprema Corte ha stabilito che lo **Ius sepulchri** si presume di natura gentilizia in caso di dubbio, e che tale natura è determinata esclusivamente dalla volontà del fondatore al momento della costruzione. Atti successivi di disposizione o l'inerzia dei familiari non possono mutare questa qualificazione, rendendo inefficaci le cessioni a terzi estranei al nucleo familiare originario.
Continua »