Il Condannato, punito dall'autorità giudiziaria tedesca per furto aggravato, ha ottenuto l'esecuzione della pena in Italia dopo il rifiuto della consegna. Con il ricorso in Cassazione, Il Condannato ha contestato il mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena e l'errata detrazione del periodo di carcerazione preventiva già patito. La decisione della Corte d'Appello indicava soltanto diciassette giorni di custodia cautelare a fronte dei duecentotre giorni reali. La Suprema Corte ha accolto il ricorso annullando la sentenza. Nel contesto del Mandato di arresto europeo, quando si esegue in Italia una condanna estera, i giudici italiani devono richiedere la documentazione originale allo Stato estero se sorgono dubbi sulla revoca dei benefici o sulla quantità di pena già scontata.
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