LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990 — Sezione Settima Penale

Pagina 22 di 27

Altri anni per Art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

Patteggiamento: limiti all’appello sulla lieve entità
Un imputato, condannato con patteggiamento a cinque anni per il trasporto di 54 kg di cocaina, ha presentato ricorso per ottenere la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo di patteggiamento implica l'accettazione della qualificazione giuridica del fatto, che non può essere rimessa in discussione in sede di impugnazione se non in casi tassativamente previsti.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: no a rilettura
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di due imputati condannati per reati di droga. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma solo di verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione. L'inammissibilità del ricorso in cassazione è stata quindi confermata, sottolineando che una diversa valutazione delle prove non costituisce un motivo valido per l'appello di legittimità.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di condanna patteggiata in secondo grado. Il caso riguarda l'impugnazione di una pena concordata per reati legati agli stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La Suprema Corte ha stabilito che, a seguito di un concordato in appello, non è più possibile contestare la qualificazione giuridica del reato, poiché tale motivo si considera rinunciato con l'accordo stesso. Il ricorso è ammesso solo per vizi del consenso o per illegalità della pena.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione su spaccio e ricettazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e per ricettazione. L'imputato sosteneva che la droga fosse per uso personale e di essere in buona fede riguardo ai beni ricettati. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile in quanto meramente ripetitivo delle argomentazioni già respinte in appello, confermando che elementi come bilancini, denaro contante e l'assenza di un lavoro costituiscono prove sufficienti per configurare l'attività di spaccio. Allo stesso modo, l'impossibilità di giustificare la provenienza lecita di beni è stata considerata prova del dolo di ricettazione.
Continua »
Ricorso inammissibile per droga: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per un reato minore legato agli stupefacenti. I motivi dell'appello, riguardanti l'eccessività della pena, la mancata esclusione della recidiva e la non applicazione di una pena sostitutiva, sono stati giudicati manifestamente infondati. La decisione si fonda sul consistente curriculum criminale del ricorrente e sulla razionalità delle motivazioni della Corte d'Appello, che aveva già concesso le attenuanti generiche.
Continua »
Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla corretta applicazione della legge. Anche il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto legittimo, data l'ostinata negazione dell'imputato a fronte di prove evidenti.
Continua »
Lieve entità: quando è esclusa nello spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non applicare l'ipotesi di lieve entità, prevista dall'art. 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990. Secondo gli Ermellini, la valutazione sulla lieve entità deve essere complessiva e anche un solo elemento di particolare gravità, come la professionalità dell'attività di spaccio, è sufficiente a escludere tale beneficio, rendendo la motivazione del giudice di merito non sindacabile se logicamente argomentata.
Continua »
Fatto di lieve entità: i criteri di valutazione
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione sulla lieve entità del fatto richiede un'analisi complessiva di tutti gli elementi (mezzi, modalità, quantità e qualità della sostanza) da parte del giudice di merito. Tale valutazione, se adeguatamente motivata, non può essere riesaminata in sede di legittimità, poiché comporterebbe un'indagine sui fatti non permessa alla Cassazione.
Continua »
Ricorso inammissibile: precedenti penali e pena
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per spaccio di lieve entità. La Corte ha stabilito che la pena, pur superiore al minimo, era giustificata dai precedenti penali specifici dell'imputato, respingendo le lamentele sulla motivazione e l'eccessività della sanzione.
Continua »
Spaccio di lieve entità: Cassazione lo esclude per 10kg
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di 10 kg di marijuana. La difesa chiedeva il riconoscimento dello spaccio di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che l'enorme quantità di droga, il suo valore, il possesso di altre sostanze e di ingenti somme di denaro sono elementi incompatibili con una fattispecie di minore gravità.
Continua »
Ricorso inammissibile: narcotest e recidiva reiterata
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Venezia. I motivi, incentrati sulla validità probatoria del cosiddetto 'narcotest' e sul bilanciamento tra attenuanti generiche e recidiva reiterata, sono stati giudicati manifestamente infondati. L'ordinanza conferma la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Fatto di lieve entità: quando è escluso nello spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la sua condanna per spaccio di stupefacenti. La Corte ha escluso l'applicazione dell'ipotesi attenuata del **fatto di lieve entità** basandosi su una valutazione complessiva degli indici negativi: l'operatività in una nota piazza di spaccio, una fitta rete di clienti, la vendita di diverse tipologie di sostanze e una non irrilevante capacità di rifornimento.
Continua »
Inammissibilità ricorso per spaccio: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di un uomo, dichiarando l'inammissibilità del suo ricorso. I giudici hanno ritenuto corrette le valutazioni della Corte d'Appello sulla gravità del fatto, basate sull'ingente quantità di cocaina e sulla personalità negativa dell'imputato, respingendo la richiesta di qualificare il reato come di lieve entità.
Continua »
Spaccio di lieve entità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si conferma la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso l'ipotesi di spaccio di lieve entità a causa del carattere ripetitivo delle cessioni e dell'organizzazione di un punto vendita stabile.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. I motivi del ricorso sono stati giudicati meramente reiterativi di doglianze già respinte in appello, confermando che il narcotest e le circostanze del sequestro erano prove sufficienti. La Corte ha inoltre convalidato la valutazione dei precedenti penali ai fini della recidiva e del diniego delle attenuanti generiche, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
Continua »
Spaccio di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di cocaina, escludendo la qualificazione del reato come spaccio di lieve entità. La decisione si fonda sulla notevole quantità di droga (circa 140 dosi), le modalità organizzate dell'attività e i precedenti penali del soggetto, confermando la necessità di una valutazione globale di tutti gli elementi del caso.
Continua »
Confisca denaro stupefacenti: quando è sempre lecita
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la confisca di denaro derivante da spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sul nuovo art. 85-bis del d.P.R. 309/1990, che autorizza la confisca del profitto per tutte le violazioni in materia di droga. La Corte sottolinea che, una volta accertato dal giudice di merito il nesso tra il denaro e il reato, la confisca denaro stupefacenti è legittima e l'impugnazione infondata.
Continua »
Ricorso per droga inammissibile: la Cassazione decide
Un soggetto condannato per spaccio di lieve entità ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la mancanza di prove. La Corte ha dichiarato il ricorso per droga inammissibile perché i motivi erano generici e non si confrontavano con le prove accertate nel precedente giudizio, come la pubblicizzazione dello stupefacente su un profilo social e le testimonianze degli acquirenti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Confisca per sproporzione: spaccio e sequestro di denaro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti contro il sequestro di 950 euro. La Corte ha confermato la legittimità della confisca per sproporzione, ritenendo la somma incompatibile con la totale assenza di un'attività lavorativa lecita degli imputati, la cui principale occupazione era lo spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulle recenti modifiche legislative che hanno esteso questa misura anche ai reati di spaccio di lieve entità.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi nuovi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per spaccio. La decisione si fonda sulla presentazione di un motivo nuovo non sollevato in appello (sulla recidiva) e sull'infondatezza delle altre censure relative alla confisca dei proventi, la cui origine da una presunta vincita al bingo è stata ritenuta inverosimile. L'esito conferma il principio secondo cui l'inammissibilità ricorso Cassazione scatta per vizi procedurali e carenze argomentative.
Continua »