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Art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990 — Anno 2024

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Altri anni per Art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

Detenzione ai fini di spaccio: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione ai fini di spaccio nei confronti di un individuo trovato in possesso di un notevole quantitativo di hashish, un bilancino di precisione e una somma di denaro. La sentenza sottolinea che la combinazione di questi elementi costituisce un quadro probatorio solido, anche in assenza di prove dirette di cessione. Le giustificazioni dell'imputato, ritenute non provate e inverosimili, non sono state sufficienti a superare gli indizi a suo carico. È stata inoltre confermata la confisca del denaro.
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Notifica decreto giudizio immediato: termini e validità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, stabilendo che una seconda notifica del decreto di giudizio immediato, disposta per fissare una nuova udienza, non riapre i termini per la richiesta di rito abbreviato se la prima notifica era valida. La sentenza, leggermente superiore al minimo per un reato minore di spaccio, è stata confermata in virtù dei precedenti dell'imputato e della natura della sostanza, nonostante la concessione di un'attenuante.
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Ricorso concordato appello: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento in appello. La decisione si basa sul principio che, accettando il 'ricorso concordato appello' ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., l'imputato rinuncia a tutti i motivi di appello non relativi alla misura della pena, precludendo un successivo ricorso per Cassazione su questioni come la qualificazione giuridica del fatto. L'impugnazione è stata quindi respinta con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Associazione a delinquere: quando si configura il reato
Un soggetto, accusato di essere l'organizzatore di un'associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sosteneva si trattasse di un semplice concorso di persone nel reato, data l'assenza di sequestri ingenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che per l'associazione a delinquere contano la stabilità del patto criminoso, la struttura organizzativa e la capacità operativa, non necessariamente i singoli quantitativi sequestrati.
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Arma clandestina: la Cassazione e la pistola a salve
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti e di un'arma clandestina. La Corte ha confermato che una pistola a salve, priva di matricola e artigianalmente modificata per sparare, costituisce a tutti gli effetti un'arma clandestina, la cui detenzione integra il reato previsto dalla legge sulle armi.
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Discrezionalità del giudice nella pena: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato di lieve entità in materia di stupefacenti. L'imputato lamentava una pena eccessiva, ma la Corte ha ribadito l'ampia discrezionalità del giudice di merito nella determinazione della sanzione, sindacabile solo in caso di manifesta illogicità o arbitrio, non riscontrati nel caso di specie, dove la pena era stata commisurata al numero non irrisorio di dosi detenute.
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Ricorso inammissibile: spaccio e prove tecniche
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di spaccio di stupefacenti. La condanna viene confermata perché l'imputato è stato colto in flagranza di reato durante la cessione, rendendo irrilevante che la quantità di principio attivo fosse sotto soglia. I motivi di ricorso sono stati giudicati contraddittori e volti a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Fatto di lieve entità: no se c’è abitualità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato che non è possibile qualificare il reato come fatto di lieve entità quando l'attività presenta caratteri di professionalità e abitualità, come nel caso di centinaia di dosi cedute a numerosi clienti abituali e l'elevata purezza della sostanza.
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Introduzione droga in carcere: la Cassazione decide
Un uomo, accusato di far parte di un'organizzazione per l'introduzione di droga in carcere tramite posta, ha presentato ricorso contro la misura degli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'appartenenza a una struttura criminale organizzata esclude la possibilità di qualificare il reato come di 'lieve entità', a prescindere dalla quantità di stupefacente.
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Ricorso inammissibile: doglianze generiche e fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in materia di stupefacenti, ribadendo che le doglianze generiche, ripetitive e basate su una rivalutazione dei fatti non sono ammesse in sede di legittimità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito che avevano escluso sia l'inoffensività della condotta sia l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Confisca facoltativa: la Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di un Tribunale che, in un caso di patteggiamento per detenzione di stupefacenti, aveva disposto la confisca facoltativa dei telefoni cellulari dell'imputato. Secondo la Suprema Corte, per il solo reato di detenzione non sussiste il necessario nesso di strumentalità tra il telefono e il reato, rendendo la confisca illegittima e ordinandone la restituzione.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di spaccio di lieve entità. L'impugnazione è stata respinta perché i motivi presentati miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e le censure sulle attenuanti generiche e la pena sono state ritenute manifestamente infondate, portando alla condanna definitiva dell'imputato.
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Concordato in appello: il ricorso non è ammesso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello e rinunciato a specifici motivi, ha tentato di riproporli in sede di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo procedurale rende definitive le rinunce, precludendo un successivo esame nel merito dei punti abbandonati. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso pena: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro la quantificazione della pena per un reato di lieve entità. Il ricorso è stato giudicato generico e non specifico, in violazione delle norme procedurali. La Corte ha ribadito che la valutazione della congruità della pena da parte del giudice di merito, se adeguatamente motivata secondo i criteri di legge, non è sindacabile in sede di legittimità, confermando l'inammissibilità ricorso pena.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa sosteneva l'applicabilità dell'ipotesi di reato di 'fatto di lieve entità', ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito. La motivazione si basa non solo sulla considerevole quantità di sostanza (hashish per 926 dosi), ma anche sul possesso di un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento, elementi che, nel loro insieme, dimostrano un'attività di spaccio continuativa e non un episodio occasionale.
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Cessione di stupefacenti: quando si perfeziona il reato
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per cessione di stupefacenti. Viene confermato che il reato si perfeziona con il solo accordo tra le parti, rendendo irrilevante la mancata consegna fisica della droga. La Corte ha ritenuto le prove sufficienti a collegare l'imputato a una fornitura di 400 grammi non andata a buon fine a causa dell'arresto del fornitore.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di oltre 3 kg di marijuana. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava sia la qualificazione come fatto di lieve entità sia la concessione delle attenuanti generiche, basandosi sulla gravità della condotta e sulla personalità del reo, come previsto dall'art. 133 c.p.
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Appello in Cassazione: i motivi non proposti prima
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti. La decisione si fonda sul principio consolidato secondo cui non è possibile presentare in sede di legittimità motivi di appello in Cassazione che non siano stati precedentemente sottoposti al giudice dell'appello. Tale preclusione serve a evitare annullamenti basati su vizi di motivazione per questioni mai devolute alla corte di merito, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi di fatto
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 2024, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul principio che i motivi presentati erano mere doglianze di fatto, volte a una nuova valutazione delle prove, e non contestavano vizi di legittimità della sentenza impugnata, in particolare riguardo al rigetto dell'applicazione di una norma più favorevole in materia di stupefacenti. L'inammissibilità del ricorso in Cassazione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in cui si chiedeva per la prima volta l'applicazione del principio di particolare tenuità del fatto. La Corte ribadisce che tale istanza deve essere presentata nel giudizio d'appello e non può essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità. Viene inoltre sottolineata la differenza strutturale e teleologica tra la fattispecie di lieve entità in materia di stupefacenti e la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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