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Art. 720 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 720 Codice Civile

Imposta di registro sulla divisione: si paga sull’intero bene
Alcuni coeredi hanno ricevuto l'intero immobile indivisibile pagando un conguaglio in denaro agli altri esclusi. L'Agenzia delle Entrate ha applicato l'imposta di registro sulla divisione calcolandola sull'intero valore del bene. I contribuenti sostenevano si trattasse di uno stralcio di quota, con tassazione limitata ai soli conguagli. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'assegnazione dell'intero bene indivisibile a più coeredi con liquidazione in denaro degli altri costituisce scioglimento totale della comunione ereditaria. Pertanto, la base imponibile per l'imposta di registro sulla divisione è l'intero valore dell'immobile e non solo il conguaglio. Inoltre, il fisco può notificare l'avviso di liquidazione anche a un solo debitore solidale.
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Tassazione Conguaglio Ereditario: Divisione o Vendita? Decide la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce la corretta tassazione del conguaglio nella divisione ereditaria. Una contribuente aveva ricevuto, in seguito a una divisione decisa dal Tribunale, beni di valore superiore alla sua quota, con l'obbligo di versare un conguaglio agli altri coeredi. L'Agenzia delle Entrate ha applicato l'imposta di registro con l'aliquota prevista per le vendite sulla parte eccedente, anziché quella agevolata per le divisioni. La Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio fondamentale: l'assegnazione di beni per un valore che supera la quota di diritto è sempre considerata una vendita per la parte eccedente. Questa è una presunzione assoluta di legge, che non ammette prova contraria. Di conseguenza, si applica l'aliquota più alta, indipendentemente dal fatto che il conguaglio venga effettivamente pagato o meno.
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Divisione con conguaglio: l’eredità che diventa vendita per il Fisco
La Corte di Cassazione affronta il tema della tassazione della divisione con conguaglio di un'eredità immobiliare. Alcuni eredi avevano ricevuto l'intero immobile, versando agli altri una somma di denaro (conguaglio) per liquidare le loro quote. L'Agenzia delle Entrate aveva tassato l'operazione applicando l'aliquota delle vendite sulla parte eccedente il valore della quota di diritto. La Corte ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio chiaro: quando in una divisione un condividente riceve beni per un valore superiore alla sua quota, la parte eccedente è considerata a tutti gli effetti una vendita ai fini dell'imposta di registro. Il giudice tributario che ritiene errata l'aliquota non può semplicemente annullare l'avviso di accertamento, ma deve ricalcolare l'imposta corretta.
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Imposta di registro divisione: la tassa sui conguagli
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero fiscale operato dall'Agenzia delle Entrate in merito all'imposta di registro divisione applicata a uno scioglimento di comunione ereditaria. Il caso riguardava l'assegnazione di beni immobili il cui valore superava la quota di diritto di uno dei coeredi, con previsione di un conguaglio in denaro. La Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 34 del TUR, quando a un condividente sono assegnati beni per un valore superiore alla sua quota, l'eccedenza è considerata per legge una vendita. Tale meccanismo configura una presunzione assoluta che prescinde dall'effettivo versamento del conguaglio o dalle intenzioni soggettive delle parti, rendendo applicabile l'aliquota proporzionale propria dei trasferimenti immobiliari anziché quella fissa o ridotta degli atti dichiarativi.
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Solidarietà imposta di registro: creditore responsabile
Un istituto di credito, agendo come creditore, ha avviato un giudizio di divisione immobiliare. La Cassazione, con la sentenza 19734/2024, ha stabilito che anche il creditore è responsabile per la solidarietà imposta di registro, in quanto parte sostanziale del procedimento e non meramente formale. Il pagamento dell'imposta non preclude l'impugnazione.
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Divisione con conguaglio: quando si paga più imposta
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di scioglimento di una comunione ereditaria, se un solo erede riceve tutti i beni e versa un conguaglio in denaro agli altri, l'operazione non è una semplice divisione. Per la parte eccedente la sua quota, l'atto è assimilato a una compravendita e soggetto a un'imposta di registro superiore, non all'aliquota agevolata dell'1%. L'amministrazione finanziaria aveva contestato l'applicazione dell'aliquota ridotta, e la Suprema Corte le ha dato ragione, annullando la decisione favorevole ai contribuenti dei giudici di merito.
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Divisione ereditaria con conguaglio: quando si paga?
La Cassazione chiarisce la tassazione della divisione ereditaria con conguaglio. Se un erede riceve beni di valore superiore alla sua quota, l'eccedenza è tassata come una compravendita con imposta di registro proporzionale, non come semplice divisione.
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Divisione ereditaria conguaglio: quando è vendita?
La Corte di Cassazione chiarisce il trattamento fiscale della divisione ereditaria con conguaglio. Se un coerede riceve beni per un valore superiore alla sua quota, pagando un'eccedenza in denaro, questa operazione è considerata una vendita ai fini dell'imposta di registro. L'ordinanza analizza il caso di un immobile indivisibile assegnato ai coeredi con quota maggiore, i quali hanno versato un conguaglio agli altri. La Suprema Corte ha stabilito che sull'importo del conguaglio si applica l'aliquota degli atti traslativi (vendita) e non quella ridotta prevista per le divisioni, in base alla presunzione assoluta dell'art. 34 del D.P.R. 131/1986.
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Divisione ereditaria conguaglio: quando è vendita?
La Corte di Cassazione chiarisce che in una divisione ereditaria con conguaglio, l'assegnazione di un bene di valore superiore alla quota di diritto, anche se compensata da un pagamento in denaro, è tassata come una vendita per la parte eccedente. L'Agenzia delle Entrate aveva correttamente applicato l'imposta di registro proporzionale, anziché l'aliquota dell'1%, sulla differenza di valore. La Corte ha cassato la decisione della Commissione Tributaria Regionale, riaffermando il principio della presunzione legale assoluta di vendita per l'eccedenza.
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Imposta di registro divisione: quando è vendita
La Cassazione chiarisce il trattamento fiscale della divisione immobiliare con conguaglio. L'eccedenza di valore assegnata a un condividente, rispetto alla sua quota di diritto, è soggetta all'imposta di registro come una vendita, secondo una presunzione assoluta. Negate anche le agevolazioni 'prima casa' per mancata dichiarazione.
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