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Art. 720 Codice Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 720 Codice Civile

Divisione ereditaria conguaglio: quando è vendita?
La Corte di Cassazione chiarisce che in una divisione ereditaria con conguaglio, l'assegnazione di un bene di valore superiore alla quota di diritto, anche se compensata da un pagamento in denaro, è tassata come una vendita per la parte eccedente. L'Agenzia delle Entrate aveva correttamente applicato l'imposta di registro proporzionale, anziché l'aliquota dell'1%, sulla differenza di valore. La Corte ha cassato la decisione della Commissione Tributaria Regionale, riaffermando il principio della presunzione legale assoluta di vendita per l'eccedenza.
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Simulazione donazione: onere della prova in eredità
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di divisione ereditaria, al centro del quale vi era l'accusa di simulazione di donazione. Gli eredi ricorrenti sostenevano che alcune compravendite fossero in realtà donazioni dissimulate a favore di un altro erede, lesive della loro quota. La Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo un principio fondamentale: la valutazione delle prove sulla simulazione spetta esclusivamente ai giudici di merito (Tribunale e Corte d'Appello). La Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. Poiché la Corte d'Appello aveva ritenuto le prove della simulazione insufficienti, la sua decisione è stata confermata, così come la divisione dei beni e la condanna alle spese per la parte soccombente.
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Imposta di registro divisione: quando è vendita
La Cassazione chiarisce il trattamento fiscale della divisione immobiliare con conguaglio. L'eccedenza di valore assegnata a un condividente, rispetto alla sua quota di diritto, è soggetta all'imposta di registro come una vendita, secondo una presunzione assoluta. Negate anche le agevolazioni 'prima casa' per mancata dichiarazione.
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Motivazione della sentenza: quando è solo apparente?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello relativa alla divisione di un immobile. La decisione è stata cassata per vizio di motivazione della sentenza, in quanto i giudici di secondo grado si erano limitati a enunciare un principio di diritto astratto senza applicarlo al caso concreto, rendendo la loro motivazione meramente apparente e, di conseguenza, la sentenza nulla. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Divisione giudiziale: vendita senza sentenza definitiva
Una società, comproprietaria di un immobile indivisibile, ha impugnato la vendita giudiziaria sostenendo che dovesse essere sospesa in attesa della sentenza definitiva sulla sua richiesta di attribuzione del bene. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in una divisione giudiziale la vendita può legittimamente procedere anche se la sentenza che decide sull'attribuzione è non definitiva e oggetto di appello. La sospensione del procedimento, in questi casi, non è automatica.
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