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Art. 707 Codice Penale — Anno 2023

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Altri anni per Art. 707 Codice Penale

Attenuanti Generiche Negate: Basta l’Assenza di Meriti
Un uomo, condannato per possesso ingiustificato di strumenti da scasso, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo una riduzione della pena. La sua richiesta si basava sulla concessione delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio importante: per negare le attenuanti, il giudice non è obbligato a trovare elementi negativi a carico dell'imputato. È sufficiente la semplice assenza di elementi positivi e meritevoli che possano giustificare uno sconto di pena. Di conseguenza, la condanna originaria è stata confermata e l'uomo ha dovuto pagare le spese processuali e un'ulteriore somma alla Cassa delle ammende.
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Possesso ingiustificato di grimaldelli: condanna anche senza furto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli e attrezzi da scasso, trovati all'interno dell'auto di cui aveva la disponibilità. L'imputato aveva presentato ricorso sostenendo che le prove fossero state valutate male, ma la Corte lo ha dichiarato inammissibile. I giudici hanno stabilito che non è compito della Cassazione riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. La presenza degli strumenti nell'auto è stata ritenuta una prova logica e sufficiente per dimostrare la colpevolezza, rendendo la condanna definitiva.
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Avvocato revocato fa ricorso: Inammissibilità e condanna alle spese
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla vicenda di un imputato condannato per possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli. Vengono presentati due distinti ricorsi, ma entrambi subiscono una battuta d'arresto. Il primo è proposto da un avvocato a cui era già stato revocato l'incarico, risultando quindi non legittimato. Il secondo, pur provenendo dal difensore corretto, chiede un riesame dei fatti, compito che non spetta alla Suprema Corte. La sentenza stabilisce la definitiva Inammissibilità del ricorso per cassazione per entrambi i tentativi, condannando l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Possesso di grimaldelli: condanna confermata, ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli. L'imputato era stato trovato con un attrezzo ritenuto idoneo a forzare serrature. Nel suo ricorso, l'uomo ha tentato di contestare questa valutazione, ma la Corte ha dichiarato l'appello inammissibile. I giudici hanno chiarito che la Corte di Cassazione non può riesaminare le valutazioni sui fatti (come l'idoneità di un attrezzo), che sono di competenza esclusiva dei tribunali di merito. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Possesso di Grimaldelli: Condanna Confermata, Ricorso Inutile
La Corte di Cassazione conferma la condanna di due persone per il reato di possesso di grimaldelli. I due imputati avevano presentato ricorso: uno contestava la pena ricevuta, l'altro chiedeva il riconoscimento di attenuanti. La Corte ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Il primo è stato giudicato troppo generico per essere esaminato. Il secondo è stato respinto perché il diniego delle attenuanti era giustificato dai precedenti penali dell'imputato e dalla gravità del fatto. La condanna diventa quindi definitiva, con l'obbligo per entrambi di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Possesso ingiustificato di grimaldelli: condanna per un tronchese
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli, previsto dall'art. 707 del codice penale. L'imputato era stato trovato in possesso di un tronchese, considerato dai giudici uno strumento idoneo a forzare serrature. Il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile perché troppo generico: non spiegava in modo specifico i presunti errori della sentenza di condanna. La decisione finale stabilisce che anche un comune utensile come un tronchese può rientrare nella categoria degli strumenti da scasso, portando a una condanna se il possesso non è giustificato. L'imputato ha perso la causa e dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Strumenti da scasso in auto: condanna anche senza aver commesso furto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per il reato di possesso ingiustificato di strumenti da scasso. L'imputato era stato trovato con tre attrezzi idonei allo scasso, nascosti nella sua automobile. Poiché non ha fornito alcuna giustificazione plausibile per quel possesso, i giudici hanno ritenuto provata la sua colpevolezza. Il ricorso dell'uomo è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva e obbligandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La sentenza sottolinea che il semplice possesso di tali strumenti, senza un valido motivo, costituisce di per sé un reato.
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Jammer in auto: condanna per possesso di grimaldelli anche non tuo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per possesso ingiustificato di grimaldelli nei confronti di un automobilista. Nella sua vettura era stato trovato un 'jammer', un disturbatore di frequenze. L'uomo si era difeso sostenendo che l'oggetto non fosse suo, ma di un passeggero. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: per la configurabilità del reato non conta la proprietà dell'oggetto, ma la sua 'disponibilità concreta ed immediata'. Essendo il jammer visibile e a portata di mano del conducente, la sua consapevolezza e possibilità di utilizzo erano sufficienti per la condanna. L'appello è stato quindi respinto.
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Ricorso per cassazione generico: condanna confermata e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un uomo condannato per ricettazione, possesso di marchi contraffatti e grimaldelli. Il motivo della decisione risiede nel fatto che l'atto presentato era un **ricorso per cassazione generico**, privo delle specifiche argomentazioni legali richieste dalla procedura. Di conseguenza, i giudici non hanno nemmeno esaminato le lamentele sulla pena. L'imputato non solo ha visto confermata la sua condanna, ma è stato anche obbligato a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro. La sentenza sottolinea che un ricorso, per essere valido, deve essere dettagliato e non può limitarsi a una critica vaga.
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Possesso ingiustificato di grimaldelli: condanna anche senza furto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per possesso ingiustificato di grimaldelli nei confronti di un soggetto. L'uomo era stato trovato con numerosi attrezzi da scasso in auto e aveva tentato di nasconderli durante un controllo, fornendo poi una giustificazione poco credibile. Secondo i giudici, questi elementi sono sufficienti per dimostrare che gli oggetti erano destinati a commettere reati, anche senza che un furto fosse stato effettivamente compiuto. L'insieme degli indizi (numero e tipo di oggetti, comportamento e scusa debole) ha reso la condanna inevitabile e il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Accordo in Appello: Patteggia la Pena ma Ricorre, Cassazione lo Blocca
Un uomo, condannato per possesso ingiustificato di strumenti da scasso, aveva raggiunto un accordo in appello con la Procura per ridefinire la pena, rinunciando ad altri motivi di contestazione. Nonostante ciò, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio chiaro: l'accordo in appello è vincolante e preclude qualsiasi successiva impugnazione sui punti concordati. Di conseguenza, l'imputato ha perso e la sua condanna è diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Possesso di grimaldelli: condanna a 8 mesi anche senza furto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a otto mesi di arresto per due persone per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli. Gli strumenti da scasso sono stati trovati nella loro auto e addosso a uno di loro. Sebbene fossero stati assolti dall'accusa di furto, poiché l'azione criminale non era ancora iniziata, la Corte ha stabilito che il solo possesso di tali attrezzi costituisce reato. La decisione si è basata sul collegamento logico tra gli imputati, i loro numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio e gli strumenti idonei all'effrazione. L'appello è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva.
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Inammissibilità Ricorso Patteggiamento: Accordo in Aula, Multa Fuori
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per resistenza a pubblico ufficiale e possesso di strumenti da scasso, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando che la sanzione fosse eccessiva. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro sull'inammissibilità del ricorso patteggiamento: non si può contestare l'entità di una pena che si è volontariamente accettato. La legge limita i motivi di impugnazione per questo rito e la semplice valutazione dell'onerosità della pena non rientra tra questi. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una multa.
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Droga e attrezzi: condanna per possesso ingiustificato di arnesi
La Cassazione conferma la condanna di un uomo trovato in auto con una quantità di droga (26 dosi) e vari utensili. I giudici hanno escluso l'uso personale della sostanza, considerando il quantitativo, il tentativo di fuga e le modalità di trasporto. La Corte ha inoltre ritenuto provato il reato di possesso ingiustificato di arnesi da scasso, poiché l'imputato non ha fornito alcuna spiegazione credibile sulla loro lecita destinazione. È stato infine negato che i due reati potessero essere considerati un'unica azione, trattandosi di condotte distinte. La difesa dell'imputato è stata quindi interamente respinta.
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Possesso ingiustificato di grimaldelli: pena confermata in Cassazione
Una persona condannata per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando che la pena fosse troppo severa. La Corte ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale: la valutazione della giusta pena spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in Cassazione, a meno che la decisione non sia palesemente illogica o arbitraria. In questo caso, la motivazione del giudice è stata ritenuta sufficiente, confermando così la condanna e la sanzione originaria. La ricorrente è stata anche condannata a pagare le spese processuali.
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Furto con Minorata Difesa: Vigilanza Sporadica Non Salva dal Reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato da minorata difesa a carico di una persona che aveva rubato attrezzi da un magazzino di notte. L'imputata sosteneva che la presenza di un servizio di vigilanza privata dovesse escludere l'aggravante. I giudici hanno respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: la sorveglianza neutralizza la minorata difesa solo se è costante e continuativa. Un passaggio occasionale del vigilante, come nel caso specifico, non è sufficiente a eliminare la maggiore vulnerabilità del bene dovuta all'orario notturno e al luogo isolato. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.
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Strumenti atti allo scasso: quando scatta la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto sorpreso all'interno di una sede aziendale in possesso di strumenti atti allo scasso. Il ricorrente non ha fornito alcuna giustificazione valida per la presenza di tali attrezzi, idonei alla forzatura di serrature. La Suprema Corte ha respinto la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, evidenziando come l'utilizzo degli strumenti per un tentato furto dimostri una pervicace capacità a delinquere. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con conseguente condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Possesso di grimaldelli: quando scatta la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo trovato in possesso di numerosi attrezzi atti allo scasso, configurando il reato di possesso di grimaldelli. L'imputato, con precedenti penali specifici e privo di una professione artigianale che giustificasse il trasporto di tali strumenti, non ha fornito spiegazioni valide. La sentenza ha inoltre ribadito la responsabilità penale per guida senza patente in caso di recidiva nel biennio, dichiarando il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza dei motivi e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Grimaldelli: condanna per possesso ingiustificato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due individui sorpresi in possesso di grimaldelli e chiavi alterate. I ricorrenti avevano impugnato la sentenza lamentando il diniego della messa alla prova e la mancanza di prove certe sulla loro responsabilità. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, precisando che i numerosi precedenti penali impediscono l'accesso a benefici procedurali e che, per la configurazione del reato in concorso, basta la consapevolezza della disponibilità immediata degli strumenti da scasso da parte di tutti i soggetti coinvolti.
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Porto di armi od oggetti atti ad offendere: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un soggetto trovato in possesso di trapani e un coltello, integrando le fattispecie di possesso ingiustificato di strumenti da scasso e porto di armi od oggetti atti ad offendere. Il ricorrente aveva contestato la motivazione della sentenza di appello riguardo alla funzionalità dei trapani e alla pericolosità del coltello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché le doglianze erano generiche e riproponevano questioni di fatto già ampiamente valutate nei gradi precedenti, senza apportare nuovi elementi critici specifici.
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