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Art. 702-bis Codice di Procedura Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 702-bis Codice di Procedura Civile

Giurisdizione concessione demaniale: giudice ordinario decide su canoni Covid
La Corte di Cassazione ha stabilito la giurisdizione ordinaria in una controversia tra un Comune e un gestore di stabilimento balneare. Il Comune aveva chiesto la risoluzione del contratto di gestione per mancato pagamento dei canoni, mentre il gestore chiedeva una riduzione del canone a causa della pandemia COVID-19. La Corte ha chiarito che la **giurisdizione concessione demaniale** spetta al giudice ordinario quando la disputa riguarda l'esecuzione di un contratto di diritto privato, non l'esercizio di poteri discrezionali della Pubblica Amministrazione. La richiesta di riduzione del canone rientra in un ambito patrimoniale regolato dal diritto civile.
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Contributi per l’editoria: decide il giudice civile o TAR?
Un'azienda editrice ha richiesto l'ammissione ai contributi per l'editoria previsti dalla legge per l'anno 2019. La Pubblica Amministrazione ha respinto l'istanza a causa della presentazione tardiva rispetto ai termini fissati da un regolamento ministeriale. L'impresa ha adito il giudice civile chiedendo la condanna dell'Amministrazione al pagamento delle somme spettanti e la disapplicazione del decreto ministeriale ostativo. Il tribunale di merito ha espresso dubbi sulla propria competenza, ipotizzando la giurisdizione del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che l'erogazione dei contributi per l'editoria avvenga in assenza di potere discrezionale della Pubblica Amministrazione. Di conseguenza, la posizione dell'azienda costituisce un diritto soggettivo pieno e la competenza spetta al giudice ordinario.
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Giurisdizione del giudice ordinario sui compensi non pagati
Un ex Commissario Straordinario ha chiesto il pagamento di differenze sui compensi spettanti per l'incarico svolto presso un Consorzio di Bonifica. Sia il Tribunale Amministrativo Regionale che il Tribunale Civile hanno declinato la propria competenza, rifiutando di decidere la controversia. Il professionista ha quindi proposto ricorso alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione per la risoluzione del conflitto. La Suprema Corte ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario. I giudici hanno chiarito che, quando un funzionario onorario richiede l'adempimento di compensi determinati da atti amministrativi presupposti senza contestare la discrezionalità dell'ente, si fa valere un diritto soggettivo. Di conseguenza, trattandosi della presunta inosservanza di un'obbligazione di pagamento, la competenza spetta al giudice civile.
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Rimborso di tributi: il tribunale batte il fisco dopo lo sgravio
Un ente ospedaliero ha chiesto al giudice ordinario il rimborso di somme pignorate dall'agente della riscossione in base a una cartella esattoriale poi annullata con sgravio fiscale. L'agente della riscossione si è opposto eccependo una compensazione con altri debiti. Il Tribunale ha declinato la giurisdizione in favore del giudice tributario, ma la Commissione Tributaria ha sollevato conflitto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia spetta al giudice ordinario. Infatti, quando il debito d'imposta è stato definitivamente annullato, la richiesta di restituzione si configura come un comune rimborso di tributi non dovuto. La sentenza tributaria passata in giudicato equivale al formale riconoscimento del diritto al rimborso, escludendo ogni ulteriore contestazione sul tributo e radicando la giurisdizione ordinaria.
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Incentivi Energetici Negati: Giurisdizione al Giudice Ordinario
Un cittadino richiede al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) gli incentivi per lavori di efficientamento energetico. Il GSE nega il beneficio per due volte, adducendo motivi formali. Il cittadino si rivolge al Tribunale ordinario, ma il GSE sostiene che la competenza sia del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione, chiamata a risolvere la questione sulla giurisdizione per gli incentivi energetici, stabilisce che la competenza è del giudice ordinario. La Corte chiarisce che il cittadino, se possiede i requisiti di legge, vanta un vero e proprio diritto soggettivo all'incentivo. Il GSE non ha potere discrezionale, ma solo un obbligo di verifica tecnica. Il rapporto tra cittadino e GSE è quindi di natura contrattuale e privatistica.
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Fondo Salva-Opere: Diritto Soggettivo del Subappaltatore Vince
Una società subappaltatrice, rimasta senza pagamenti a causa della crisi dell'appaltatore principale, ha chiesto l'accesso al 'Fondo salva-opere' gestito dal Ministero. Il Ministero ha negato il pagamento e ha sostenuto che la competenza a decidere fosse del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la posizione dell'impresa è un vero e proprio 'diritto soggettivo del subappaltatore'. La legge definisce con precisione i requisiti per l'accesso al fondo, lasciando all'amministrazione solo un compito di verifica, senza alcuna discrezionalità. Di conseguenza, la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. La società subappaltatrice vince quindi la questione sulla competenza del giudice.
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Legittimazione passiva ASL: chi paga per le cure?
Le Sezioni Unite della Cassazione intervengono per chiarire la questione della legittimazione passiva ASL nei contenziosi per il pagamento di prestazioni sanitarie. Una struttura accreditata ha agito contro un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) per ottenere il pagamento di alcune prestazioni. L'ASL ha eccepito il proprio difetto di legittimazione, sostenendo che il soggetto tenuto a pagare fosse la Regione. La Corte ha stabilito il principio secondo cui la legittimazione passiva spetta all'ASL che stipula il contratto, a meno che una legge regionale o un provvedimento richiamato nel contratto non indichi espressamente un diverso ente incaricato del pagamento. Il mero ruolo di finanziatore della Regione non è sufficiente a trasferire su di essa l'obbligazione.
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Questione di giurisdizione: inammissibile se sollevata
Un gruppo di privati e una società, dopo aver adito il giudice ordinario per una controversia su canoni di affrancazione di terreni a uso civico e aver perso nel merito, sollevavano in appello una questione di giurisdizione. La Cassazione ha dichiarato il motivo inammissibile, ribadendo che la parte che sceglie un giudice non può contestarne la giurisdizione dopo essere risultata soccombente.
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Foro del consumatore: scelta limitata o ampliabile?
Una famiglia di consumatori residenti all'estero ha citato in Italia una compagnia di crociere per un danno subito durante un viaggio partito da un porto italiano. La Corte di Cassazione, confermando la qualifica di consumatori, ha sospeso il giudizio e chiesto alla Corte di Giustizia UE se il foro del consumatore consenta di agire solo presso il domicilio del professionista o del consumatore stesso, o se permetta anche di scegliere il luogo di esecuzione del servizio, come il porto di imbarco.
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Giurisdizione giudice amministrativo per opere pubbliche
Le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono che la controversia per la realizzazione di un'opera pubblica su un terreno privato rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo se l'intervento è previsto in un piano particolareggiato approvato. Tale piano, infatti, equivale per legge a una dichiarazione di pubblica utilità, configurando l'azione della P.A. come esercizio di potere pubblico e non come mero illecito civile. Di conseguenza, la pretesa del privato, anche se volta alla restituzione del bene, deve essere decisa dal giudice amministrativo.
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Azione revocatoria: rinuncia stipendio e giurisdizione
Una ex moglie agisce con azione revocatoria contro la rinuncia all'indennità di carica del suo ex marito, sindaco di un comune, per tutelare il proprio credito per il mantenimento del figlio. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite conferma la giurisdizione del giudice ordinario, respingendo la tesi del Comune secondo cui si tratterebbe di un atto politico di competenza del giudice amministrativo. La Corte stabilisce che la rinuncia a un credito è un atto di disposizione patrimoniale di natura privata, anche se compiuto da un pubblico ufficiale, e come tale può essere soggetto ad azione revocatoria.
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Giurisdizione canone concessorio: il giudicato decide
Un Comune ha contestato la giurisdizione del giudice amministrativo in una controversia sull'aggiornamento di un canone di concessione per la distribuzione del gas. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, fondando la sua decisione sul principio del giudicato. Poiché la questione della giurisdizione canone concessorio era già stata decisa in modo definitivo tra le stesse parti in precedenti sentenze, non poteva essere nuovamente discussa, garantendo così la certezza del diritto.
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Giudicato sulla giurisdizione: la Cassazione decide
Un Ente Locale contesta la giurisdizione del giudice amministrativo su un canone di concessione gas, ma la Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Si è formato un giudicato sulla giurisdizione a seguito di precedenti decisioni tra le stesse parti, che avevano già assegnato la competenza al giudice amministrativo.
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Giurisdizione occupazione temporanea: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la controversia sull'indennità per l'occupazione temporanea di un terreno, non preordinata all'esproprio ma utilizzata come cava per lavori pubblici, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che la domanda originaria di opposizione alla stima dell'indennità, basata sull'art. 54 del Testo Unico Espropriazioni, radica la competenza della Corte d'Appello, a prescindere da come la domanda venga poi qualificata (es. risarcimento per illecito) nel corso del giudizio.
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Giurisdizione canoni concessori: a chi rivolgersi?
Una società balneare ha richiesto la restituzione di un canone aggiuntivo (sovracanone) versato a una Regione, basandosi sull'annullamento degli atti impositivi da parte del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario per queste controversie. La decisione si fonda sul fatto che la domanda non contesta il potere della Pubblica Amministrazione, ma è una richiesta di natura puramente patrimoniale (ripetizione di indebito) che sorge dalla venuta meno del titolo di pagamento, a seguito di un precedente giudicato amministrativo. Rientra quindi nella giurisdizione canoni concessori del giudice ordinario.
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Giurisdizione professore: a chi spetta la decisione?
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite risolve un conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo. La controversia riguarda la richiesta di un'università di restituire somme indebitamente percepite da un docente per un incarico all'estero. La Suprema Corte stabilisce che, data la natura pubblicistica del rapporto di lavoro, la giurisdizione del professore universitario spetta al giudice amministrativo, anche per le questioni puramente patrimoniali, cassando la sentenza del tribunale ordinario e rimettendo le parti davanti al TAR.
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Giurisdizione usi civici: chi decide sulla nullità?
In un caso riguardante la donazione di un terreno, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito i confini della giurisdizione usi civici. Una volta che il Commissario speciale ha accertato in via definitiva la natura demaniale di un terreno, la sua funzione giurisdizionale si esaurisce. Le successive azioni legali, come quella per far dichiarare la nullità di un atto di donazione su quel terreno, rientrano nella competenza del giudice ordinario e non più in quella del Commissario.
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