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Art. 702-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 702-bis Codice di Procedura Civile

Ripetizione indebito accise: la Cassazione decide
Una società fornitrice di energia ricorre in Cassazione contro la condanna alla restituzione di addizionali provinciali sulle accise. La Corte rigetta il ricorso, confermando il diritto del cliente alla ripetizione indebito accise. La decisione si fonda sulla sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità della norma impositiva, che fa venir meno retroattivamente la causa del pagamento tra le parti private, legittimando l'azione di rimborso diretto.
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Prova del danno da assegno falso: la Cassazione decide
In un caso di truffa con assegno circolare falso per la vendita di un orologio, la Corte di Cassazione ha stabilito che la vittima deve fornire la prova del danno subito, dimostrando il valore effettivo del bene perduto. L'importo indicato sull'assegno falso non è di per sé sufficiente a quantificare il risarcimento, poiché non rappresenta il valore di mercato del bene. L'onere di dimostrare l'entità del pregiudizio economico ricade interamente su chi agisce in giudizio per il risarcimento.
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Azione revocatoria credito contestato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che un'azione revocatoria può essere intrapresa anche sulla base di un credito contestato in un'altra sede giudiziaria. Con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso degli eredi di un fideiussore che avevano venduto immobili di famiglia. La Corte ha ribadito che la pendenza di un giudizio sul credito non impedisce al creditore di tutelare la propria garanzia patrimoniale, respingendo inoltre le eccezioni sollevate tardivamente e confermando la valutazione dei giudici di merito sulla consapevolezza del danno arrecato ai creditori.
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Opposizione liquidazione compensi: guida e giurisdizione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità emessa da un giudice penale riguardo un'opposizione a liquidazione compensi. Il caso verteva su un ricorso di un avvocato per gratuito patrocinio, correttamente depositato in cancelleria civile ma erroneamente trasmesso a un giudice penale. La Suprema Corte ha ribadito che la competenza per l'opposizione al quantum liquidato spetta al giudice civile, distinguendola nettamente dalle controversie sull'ammissione al patrocinio, che restano in ambito penale. L'errore procedurale ha portato all'annullamento senza rinvio, con trasmissione degli atti al presidente del tribunale competente.
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Compenso avvocato rito: Cassazione chiarisce la norma
Un avvocato ha agito per ottenere il pagamento dei suoi onorari per un ricorso al TAR. Il Tribunale ha applicato un rito errato, revocando il decreto ingiuntivo. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per il compenso avvocato rito speciale si applica solo alle cause civili, non a quelle amministrative. La causa è stata rinviata al Tribunale per essere decisa con il rito corretto.
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Compenso avvocato: rito sommario e ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una cliente contro il suo ex legale, confermando che le controversie sul compenso dell'avvocato seguono un rito sommario speciale. L'ordinanza che conclude questo procedimento non è appellabile, ma può essere impugnata solo con ricorso diretto in Cassazione. Anche se il cliente contesta l'esistenza stessa del debito, il rito non cambia, a meno che non venga proposta una vera e propria domanda riconvenzionale. L'utilizzo di un mezzo di impugnazione errato, come l'appello in questo caso, rende l'atto inammissibile.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
Un Giudice di Pace solleva un regolamento di competenza dopo che il Tribunale, rigettando una richiesta di decreto ingiuntivo per incompetenza, lo aveva indicato come foro competente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il rigetto di un'istanza monitoria non è una pronuncia definitiva sulla competenza e non passa in giudicato. Pertanto, il secondo giudice, non essendo vincolato, non può sollevare un conflitto, ma deve procedere con la causa.
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Improcedibilità ricorso cassazione: ecco le regole
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità di un ricorso relativo a un contratto preliminare per la cessione di quote societarie. La decisione si fonda su un vizio di forma: la parte ricorrente non ha depositato, nei termini di legge, la copia autentica della sentenza impugnata con la relativa relata di notifica. Questo errore ha impedito alla Corte di verificare la tempestività dell'appello, determinando l'improcedibilità del ricorso in cassazione e la condanna della parte ricorrente al pagamento di spese e sanzioni.
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Scientia decoctionis: prova e indizi presuntivi
Un fornitore riceveva pagamenti da un cliente poco prima che quest'ultimo fosse ammesso all'amministrazione straordinaria. La procedura ha agito in revocatoria, sostenendo che il fornitore fosse a conoscenza dello stato di insolvenza (scientia decoctionis). La Cassazione, dichiarando il ricorso inammissibile, ha confermato che la prova della scientia decoctionis può basarsi su indizi presuntivi, come l'interruzione dei rapporti commerciali e il ricorso ad azioni legali per il recupero del credito. La Corte ha inoltre ribadito i limiti stringenti per contestare in sede di legittimità la valutazione dei fatti e delle prove presuntive operata dai giudici di merito.
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Compenso avvocato forma scritta: la Cassazione decide
Un avvocato ha citato in giudizio una società cliente per il pagamento di onorari professionali, sostenendo l'esistenza di un accordo basato su un preventivo. Il tribunale di primo grado ha liquidato una somma inferiore, basata sulle tariffe standard. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del legale, confermando un principio fondamentale: l'accordo sul compenso avvocato deve avere la forma scritta a pena di nullità. L'accettazione tacita o per fatti concludenti da parte del cliente non è sufficiente a validare il patto. La Corte ha inoltre negato la richiesta di interessi moratori e rivalutazione monetaria.
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Compenso CTU: quando l’aumento è legittimo
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per la liquidazione del compenso CTU. Con l'ordinanza n. 689/2026, ha stabilito che la valutazione sulla complessità dell'incarico e sull'aumento dell'onorario rientra nella discrezionalità del giudice di merito, se adeguatamente motivata. Inoltre, la riduzione del compenso per un lieve ritardo nella consegna della perizia non è automatica, ma richiede una valutazione sulla negligenza del consulente. Anche le spese non documentabili, come quelle di cancelleria, possono essere rimborsate se giustificate dalle attività svolte.
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Rito sommario spese giustizia: quando non si converte
Una società si oppone al diniego del compenso di custodia. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che nel rito sommario spese giustizia non è possibile la conversione in rito ordinario e il giudice ha ampi poteri istruttori.
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Questione di giurisdizione: inammissibile se sollevata
Un gruppo di privati e una società, dopo aver adito il giudice ordinario per una controversia su canoni di affrancazione di terreni a uso civico e aver perso nel merito, sollevavano in appello una questione di giurisdizione. La Cassazione ha dichiarato il motivo inammissibile, ribadendo che la parte che sceglie un giudice non può contestarne la giurisdizione dopo essere risultata soccombente.
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Liquidazione compenso avvocato: i criteri
La Corte di Cassazione interviene sulla liquidazione compenso avvocato in regime di gratuito patrocinio. L'ordinanza chiarisce che il procedimento di opposizione al decreto di liquidazione va inquadrato come giudizio di cognizione ordinaria, non di volontaria giurisdizione, con conseguente applicazione di parametri tariffari più elevati. Inoltre, precisa che l'aumento per l'uso di 'atti navigabili' non è automatico ma richiede tecniche informatiche avanzate che facilitino concretamente la consultazione di atti voluminosi.
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Interessi moratori avvocato: la guida completa
La Corte di Cassazione interviene su un caso di opposizione a decreto ingiuntivo per compensi professionali. La sentenza di merito è stata cassata perché il Tribunale aveva errato nel calcolare il saldo dovuto all'avvocato e, soprattutto, aveva negato l'applicazione degli interessi moratori speciali previsti dal D.Lgs. 231/2002. La Suprema Corte ha ribadito che la prestazione d'opera professionale rientra nelle transazioni commerciali, dando diritto agli interessi moratori avvocato in misura superiore a quella legale in caso di ritardato pagamento.
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Foro del consumatore: scelta limitata o ampliabile?
Una famiglia di consumatori residenti all'estero ha citato in Italia una compagnia di crociere per un danno subito durante un viaggio partito da un porto italiano. La Corte di Cassazione, confermando la qualifica di consumatori, ha sospeso il giudizio e chiesto alla Corte di Giustizia UE se il foro del consumatore consenta di agire solo presso il domicilio del professionista o del consumatore stesso, o se permetta anche di scegliere il luogo di esecuzione del servizio, come il porto di imbarco.
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