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Art. 7 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 7 Codice Penale

Associazione Terroristica: Cassazione conferma detenzione, non solo falsario
Un Indagato, accusato di partecipazione ad associazione terroristica internazionale, ha presentato ricorso contro la sua custodia cautelare. La difesa contestava la giurisdizione italiana e l'insufficienza di prove, sostenendo che l'Indagato fosse solo un falsario e non coinvolto in gravi eventi terroristici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la giurisdizione italiana per reati commessi anche parzialmente all'estero o contro la personalità dello Stato. La Corte ha ritenuto che i gravi indizi di colpevolezza, come contatti con esponenti radicali, possesso di documenti falsi e materiale propagandistico, fossero sufficienti per la misura cautelare, non essendo necessaria la prova piena del reato in questa fase.
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Riciclaggio internazionale e giurisdizione italiana
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un complesso sistema di riciclaggio internazionale basato sull'emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il meccanismo prevedeva l'uso di società cartolari estere e il trasferimento di capitali verso l'Asia, con successiva restituzione del contante in Italia. La Suprema Corte ha rigettato le eccezioni sulla giurisdizione, stabilendo che il reato si considera commesso in Italia se anche solo una parte della condotta, come la pianificazione o la consegna del denaro, avviene nel territorio nazionale. È stata inoltre confermata l'utilizzabilità delle prove digitali estratte da smartphone, ritenendo che la loro eventuale espunzione non avrebbe comunque scardinato l'impianto accusatorio.
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Imputato irreperibile: la Cassazione e i termini di ricerca
La Corte di Cassazione interviene per correggere una sentenza di primo grado sul calcolo dei termini per la ricerca di un imputato irreperibile. La Corte chiarisce che, in applicazione della Riforma Cartabia, la durata massima delle ricerche non può superare il doppio del termine di prescrizione ordinario del reato contestato, annullando la decisione precedente che aveva applicato la normativa meno recente e più favorevole.
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Reato commesso all’estero: la richiesta del Ministro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36905/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di reato commesso all'estero da un cittadino italiano. Nel caso di una truffa ai danni di una società straniera, la Corte ha confermato che la sola richiesta di procedimento del Ministro della Giustizia non è sufficiente per avviare l'azione penale. Se il reato, secondo la legge italiana, è procedibile a querela, quest'ultima rimane una condizione indispensabile e non può essere surrogata dall'atto ministeriale. La decisione sottolinea la preminenza della volontà della persona offesa.
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