LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 68 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 68 Codice di Procedura Civile

Responsabilità professionista delegato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31423/2025, definisce la responsabilità del professionista delegato nelle vendite giudiziarie. Un aggiudicatario aveva citato in giudizio un notaio per non aver indicato nell'avviso di vendita una trascrizione pregiudizievole, causa della successiva revoca del trasferimento. La Suprema Corte ha stabilito che il professionista delegato agisce come ausiliario del giudice e risponde per responsabilità extracontrattuale ai sensi dell'art. 2043 c.c. Tuttavia, nel caso specifico, il notaio non è stato ritenuto colpevole, poiché l'avviso di vendita era conforme alla legge (art. 570 c.p.c.) e rimandava alla perizia, dove la trascrizione era menzionata. Viene così ribadito l'onere di diligenza dell'offerente nel consultare tutta la documentazione.
Continua »
Compenso ausiliario del giudice: le regole del calcolo
La Corte di Cassazione ha chiarito le modalità di calcolo del compenso per l'ausiliario del giudice nominato nell'ambito di un accordo di ristrutturazione dei debiti. Confermando la decisione di merito, la Corte ha stabilito che, in assenza di una nomina specifica come commissario giudiziale, il professionista è un ausiliario tecnico ex art. 68 c.p.c. Pertanto, il suo compenso va liquidato secondo le norme sulla consulenza contabile (D.M. 30.05.2002) e non secondo quelle previste per i commissari nelle procedure concorsuali. Il decreto di liquidazione può essere contestato solo con l'opposizione ex art. 170 D.P.R. 115/2002.
Continua »
Compenso ausiliario: no a tariffe da commissario
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso ausiliario, nominato dal giudice nell'ambito di un accordo di ristrutturazione dei debiti, non può essere liquidato secondo le tariffe previste per il commissario giudiziale. La Suprema Corte ha confermato la decisione di merito che applicava i parametri generali per gli ausiliari del giudice, sottolineando la netta differenza di funzioni e compiti tra le due figure professionali. Il ricorso del professionista è stato quindi respinto.
Continua »
Compenso ausiliario: no analogia con il commissario
Un professionista, nominato ausiliario del giudice in una procedura di accordo di ristrutturazione dei debiti, ha impugnato la decisione che riduceva il suo onorario. Sosteneva che il suo ruolo fosse analogo a quello di un commissario giudiziale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il compenso ausiliario deve essere calcolato secondo le norme per i consulenti tecnici (D.M. 30.05.2002) e non quelle, più vantaggiose, previste per i commissari nelle procedure concorsuali, data la diversità dell'incarico e dei compiti effettivamente svolti.
Continua »
Decadenza compenso custode: la Cassazione è divisa
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sulla applicabilità del termine di decadenza di 100 giorni per la richiesta di compenso da parte del custode giudiziario. Il caso nasce dal ricorso del Ministero della Giustizia contro un'ordinanza che aveva escluso tale decadenza per un custode di veicoli sequestrati. Data la divergenza interpretativa tra le sezioni civili (favorevoli all'applicazione della decadenza) e quelle penali (contrarie), la Corte ha ritenuto necessario un intervento nomofilattico per risolvere il contrasto e garantire la certezza del diritto riguardo la decadenza compenso custode.
Continua »
Oneri consortili: quando scatta l’obbligo di paga
Una società immobiliare ha contestato l'obbligo di pagare gli oneri consortili per un'area di sua proprietà, sostenendo di non aver mai aderito formalmente al consorzio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'acquisto di un immobile all'interno del perimetro di un consorzio di urbanizzazione costituisce un'adesione contrattuale implicita. Di conseguenza, l'obbligo di contribuire alle spese sorge automaticamente con l'atto di compravendita, rendendo irrilevante la mancanza di una successiva e separata manifestazione di volontà.
Continua »
Credito IVA omessa dichiarazione: le regole per l’uso
Una società ha generato un credito IVA in un anno, ma ha omesso di presentare le dichiarazioni per i periodi successivi, tentando poi di utilizzare quel credito 'saltando' gli anni non dichiarati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3740/2025, ha stabilito che in caso di credito IVA omessa dichiarazione per anni intermedi, si perde il diritto alla detrazione diretta. Il principio di continuità temporale delle dichiarazioni è fondamentale. Il contribuente non perde il credito, ma può solo chiederne il rimborso, seguendo una procedura separata e più complessa.
Continua »