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Art. 68 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 68 Codice di Procedura Civile

Compenso esperto: chi liquida le spese della stima?
In un caso di recesso di un socio da una S.r.l., la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul compenso esperto. La Corte ha chiarito che gli esperti nominati dal Tribunale per la valutazione della quota sociale agiscono come ausiliari del giudice. Di conseguenza, il loro compenso non può essere auto-liquidato, ma deve essere determinato esclusivamente dal giudice che li ha nominati, secondo le tariffe giudiziali. Questa ordinanza annulla la prassi dell'autoliquidazione e riafferma la competenza giurisdizionale sulla liquidazione delle spese di stima.
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Sanzione disciplinare avvocato: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare della sospensione per cinque anni a un avvocato, ritenuto responsabile di gravi violazioni deontologiche. Il professionista era stato coinvolto in un'associazione finalizzata a truffare le compagnie assicurative attraverso sinistri stradali fittizi. La Suprema Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli sulla prescrizione e sui vizi procedurali, ribadendo che la valutazione dei fatti e la proporzionalità della sanzione disciplinare avvocato non sono sindacabili in sede di legittimità, se non per manifesta irragionevolezza.
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Rinuncia al ricorso e rottamazione-quater: caso chiuso
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio relativo alla revoca dell'agevolazione 'prima casa'. Il contribuente, dopo aver presentato appello, ha aderito alla definizione agevolata ('rottamazione-quater') e ha effettuato una formale rinuncia al ricorso. La Corte, prendendo atto della volontà del ricorrente, ha estinto il procedimento e compensato le spese legali, escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di liquidazione per la revoca delle agevolazioni "prima casa", aderiva a una definizione agevolata durante il processo d'appello. La Commissione Tributaria Regionale ignorava la richiesta e decideva nel merito. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che il giudice, di fronte a una richiesta di definizione agevolata, ha il dovere di prenderne atto e dichiarare l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, configurandosi altrimenti un error in procedendo.
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