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Art. 679 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 679 Codice di Procedura Penale

Espulsione nel patteggiamento: no al ricorso del PM
La Procura Generale impugnava una sentenza di patteggiamento per reati di stupefacenti perché il Tribunale aveva omesso di disporre l'espulsione dello straniero dal territorio dello Stato a pena espiata. La pubblica accusa riteneva sussistente la pericolosità sociale dell'imputato e invocava l'obbligo del giudice di pronunciarsi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il tema centrale riguarda la disciplina dell'espulsione nel patteggiamento. La Suprema Corte ha chiarito che tale misura di sicurezza non è automatica né obbligatoria per legge, richiedendo una valutazione discrezionale della concreta pericolosità. Di conseguenza, il pubblico ministero non può ricorrere direttamente in Cassazione contro l'omessa statuizione, ma può rivolgersi successivamente al magistrato di sorveglianza.
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Rivalutazione Pericolosità Sociale: Conta la Pronuncia, non la Notifica
La Corte di Cassazione affronta il tema della sorveglianza speciale applicata a un soggetto già detenuto. La legge prevede una rivalutazione della pericolosità sociale se la detenzione dura almeno due anni prima che la misura venga eseguita. Il dubbio riguardava da quando far partire questo termine: dalla data di emissione del provvedimento o dalla sua notifica? La Corte ha stabilito che il calcolo dei due anni deve iniziare dalla data di emissione (pronuncia). Questo perché la valutazione originale della pericolosità è avvenuta in quel momento e potrebbe non essere più attuale dopo un lungo periodo. La decisione garantisce che la misura di prevenzione si basi su una valutazione aggiornata della persona, annullando la decisione precedente che faceva decorrere il termine dalla notifica.
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Espulsione dello straniero: limiti nel patteggiamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza di patteggiamento che aveva omesso di disporre l'espulsione dello straniero condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha ribadito che l'espulsione ex art. 86 d.P.R. 309/1990 non è una misura automatica o obbligatoria, ma richiede una valutazione discrezionale della pericolosità sociale. Di conseguenza, la sua mancata applicazione in sede di patteggiamento non configura un'illegalità della pena ricorribile per cassazione, potendo il Pubblico Ministero rimediare rivolgendosi al Magistrato di Sorveglianza.
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Pericolosità sociale: la valutazione dopo la detenzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, dopo un lungo periodo di detenzione, la rivalutazione della pericolosità sociale di un individuo ai fini di una misura di prevenzione è un atto dovuto ma limitato. Il tribunale può solo confermare l'esecuzione della misura sospesa o revocarla, senza poter modificare la categoria di pericolosità o la natura della misura stessa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché le censure del ricorrente vertevano sul merito della valutazione, non sindacabile in sede di legittimità, e chiedevano una modifica della misura non consentita dalla procedura specifica.
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