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Art. 669-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 669-ter Codice di Procedura Civile

Ricorso inammissibile: Aiuti europei e limiti della Cassazione
Una Cittadina ha ricevuto una cartella di pagamento dall'Agenzia delle Entrate - Riscossione per la restituzione di aiuti europei. Ha contestato un pignoramento presso terzi, ma il Tribunale ha accolto il reclamo dell'Agenzia. La Cittadina ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando questioni sull'astensione del giudice, la prescrizione del credito e l'errata valutazione dei documenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che le ordinanze che decidono sulla sospensione dell'esecuzione non sono ricorribili in Cassazione perché non hanno carattere definitivo, permettendo alle parti di avviare un giudizio di merito. La decisione sottolinea un importante principio sulla inammissibilità ricorso in Cassazione per questo tipo di provvedimenti.
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Azione di reintegra nel possesso: quando la legge non è retroattiva
I Proprietari del Fondo Dominante hanno avviato un'azione di reintegra nel possesso per ripristinare una servitù di passaggio bloccata dal Proprietario del Fondo Servente. Il Tribunale ha accolto la loro richiesta. In appello, la Corte ha dichiarato l'inammissibilità, ritenendo che la decisione di primo grado fosse passata in giudicato per mancato reclamo, applicando una normativa successiva all'instaurazione del giudizio. La Cassazione ha cassato la sentenza d'appello. Ha chiarito che la nuova disciplina processuale non si applicava al caso, poiché il ricorso possessorio era stato depositato prima della sua entrata in vigore. Il caso torna alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Spese nel reclamo cautelare: stop al ricorso in Cassazione
Una società di leasing ottiene un provvedimento d'urgenza per il rilascio di un immobile nei confronti di un'impresa costruttrice. Durante l'attuazione, alcuni occupanti eccepiscono l'esistenza di un contratto di locazione. Il tribunale dispone l'esecuzione e, in sede di reclamo cautelare, limita il rilascio alla sola impresa costruttrice, condannando quest'ultima alle spese legali del procedimento. L'impresa costruttrice propone ricorso straordinario per Cassazione contro la decisione sulle sole spese di lite. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici stabiliscono che l'ordinanza emessa a seguito di reclamo cautelare è priva dei requisiti di definitività e decisorietà, impedendo l'impugnazione in sede di legittimità anche se limitata alla sola regolamentazione delle spese processuali.
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Sospensione dell’esecuzione forzata: no al ricorso in Cassazione
Un'azienda creditrice ha pignorato un immobile di una società debitrice. Quest'ultima ha proposto opposizione, ottenendo dal giudice la sospensione dell'esecuzione forzata. Il tribunale, accogliendo il reclamo del creditore, ha revocato tale sospensione. La società debitrice ha quindi proposto ricorso straordinario in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'ordinanza che decide sulla sospensione non è un provvedimento definitivo, in quanto la questione può essere ridiscussa nel merito del giudizio di opposizione. Di conseguenza, la debitrice perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Sospensione dell’esecuzione forzata: no al ricorso in Cassazione
Nel corso di un pignoramento immobiliare, il Debitore ha proposto opposizione contestando la vendita dei propri beni e chiedendo la sospensione dell'esecuzione forzata. Il giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta e il Tribunale ha confermato il diniego in sede di reclamo. Il Debitore ha quindi presentato ricorso straordinario in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che i provvedimenti cautelari sulla sospensione dell'esecuzione non sono definitivi e possono essere ridiscussi nel merito della causa. Il Debitore ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese legali.
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Pignoramento bloccato: serve l’opposizione agli atti esecutivi
Una società creditrice ha avviato un pignoramento presso terzi contro un debitore. Il terzo pignorato ha reso dichiarazione negativa e il giudice dell'esecuzione ha sospeso la procedura. La società ha proposto reclamo cautelare, ma il Tribunale lo ha dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, chiarendo che le decisioni del collegio sul reclamo non sono impugnabili in sede di legittimità. La Corte ha precisato che il rimedio corretto contro la sospensione non è il reclamo, bensì l'opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell'articolo 617 c.p.c., trattandosi di un atto ordinario di gestione del processo esecutivo e non di una misura cautelare.
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Accertamento Tecnico Preventivo negato: ricorso in Cassazione errato
La Cassazione si pronuncia su un caso di rigetto di un'istanza di Accertamento Tecnico Preventivo. Alcuni cittadini avevano richiesto una perizia urgente contro un'impresa edile, ma il Tribunale l'aveva negata per mancanza del requisito d'urgenza, condannandoli anche al pagamento delle spese legali. I cittadini hanno impugnato questa decisione direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo due punti fondamentali. Primo: il provvedimento che nega un ATP va contestato con un apposito strumento, il reclamo, non con il ricorso in Cassazione. Secondo: il giudice che rigetta la richiesta di ATP deve provvedere anche sulle spese legali, applicando il principio che chi perde paga. L'errore procedurale ha quindi reso impossibile l'esame del caso.
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