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Art. 669-octies Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 669-octies Codice di Procedura Civile

Contraffazione del marchio: l’uso del nome altrui costa caro
L'Azienda di servizi ha accusato l'Azienda concorrente di contraffazione del marchio per l'uso non autorizzato del nome storico aziendale nel proprio marchio e nel dominio web. Dopo una prima fase urgente, l'Azienda concorrente ha avviato una causa ordinaria per contestare il provvedimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Azienda concorrente, confermando l'illecito e la condanna al risarcimento dei danni. La Corte ha chiarito che la procura alle liti rilasciata per la fase urgente è pienamente valida anche per il successivo giudizio di merito, comprese le domande di risarcimento. Inoltre, ha stabilito che il giudice del merito non può rivalutare i presupposti della misura d'urgenza ormai definita, ma deve accertare l'effettiva esistenza del diritto. L'Azienda concorrente perde definitivamente la causa e deve pagare le spese legali.
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Liquidazione Giudiziale: no atto notarile per la domanda
Un socio di maggioranza ha impugnato la sentenza che apriva la liquidazione giudiziale della sua società, sostenendo che la domanda dell'amministratore fosse formalmente invalida e costituisse un abuso del processo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio: la domanda di liquidazione giudiziale, a differenza di altri strumenti di regolazione della crisi, non necessita di verbale notarile. È sufficiente che sia sottoscritta dal legale rappresentante. Inoltre, ha chiarito che il socio non può eccepire l'abuso del processo per bloccare la procedura se lo stato di insolvenza è accertato.
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Riassunzione arbitrato societario: i requisiti
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le modalità corrette per la riassunzione dell'arbitrato societario. Il caso riguardava l'impugnazione di una delibera di aumento di capitale. Dopo la declinatoria di competenza del tribunale in favore degli arbitri, la socia si era limitata a chiedere la nomina dell'arbitro all'organismo preposto. La Corte ha stabilito che tale atto non è sufficiente. È necessaria la proposizione di una vera e propria domanda di arbitrato, notificata alla controparte e iscritta nel registro delle imprese, per evitare l'estinzione del giudizio. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso della società, dichiarando estinto il procedimento.
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Provvedimento cautelare anticipatorio: la Cassazione dubita
La Corte di Cassazione esamina il caso di un provvedimento cautelare anticipatorio emesso per violazione di un marchio. La questione centrale è se tale misura perda efficacia se non viene avviato il giudizio di merito, alla luce del contrasto tra la legge italiana (che lo consente) e una direttiva europea (che sembra imporlo). Rilevando un dubbio interpretativo insanabile, la Corte ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per chiarire la compatibilità della norma nazionale con quella comunitaria.
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