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Art. 656 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 656 Codice di Procedura Civile

Prescrizione crediti previdenziali e decreto ingiuntivo
L'Ente Previdenziale ha notificato un avviso di addebito a una contribuente per il recupero di contributi non versati, richiamando un pregresso decreto ingiuntivo notificato anni prima per compiuta giacenza. La debitrice ha contestato la richiesta sostenendo l'estinzione del debito per decorso del tempo. La Corte d'Appello ha annullato la pretesa contributiva ritenendo maturata la prescrizione quinquennale, in mancanza di una formale dichiarazione di esecutorietà del decreto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che la corretta notifica del decreto ingiuntivo produce un effetto interruttivo permanente sul termine di decadenza temporale. La causa è stata rinviata ai giudici territoriali per verificare l'effettiva validità della notifica originaria del provvedimento monitorio.
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Querela di falso senza PM: la sentenza è nullo
Un correntista ha citato in giudizio un istituto di credito e un funzionario bancario, lamentando di aver sottoscritto inconsapevolmente una fideiussione inserita a inganno tra i moduli di apertura del conto. Nel corso del giudizio, il correntista ha proposto una querela di falso per smentire l'autenticità del documento di garanzia. Il giudice ha autorizzato il procedimento, ma ha omesso di avvisare il Pubblico Ministero. I giudici di merito hanno successivamente dichiarato inammissibile la querela di falso, ritenendo irrilevante la mancata notifica al magistrato requirente. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che l'intervento del Pubblico Ministero è obbligatorio per legge una volta autorizzata la querela di falso. L'assenza dell'avviso causa la nullità insanabile dell'intero giudizio, a prescindere dal suo esito finale. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Procura speciale per cassazione: l’errore che costa al legale
Un cittadino e una società in liquidazione proponevano ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello relativa a una revocazione. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo risiede nel fatto che la difesa ha utilizzato una procura rilasciata a margine dell'atto di citazione in appello, anziché una nuova procura speciale per cassazione firmata dopo la sentenza impugnata. Di conseguenza, la Corte ha condannato direttamente il difensore al pagamento delle spese processuali in favore della controparte, poiché ha agito senza un valido mandato per l'ultimo grado di giudizio.
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