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Art. 640-bis Codice Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 640-bis Codice Penale

Sequestro preventivo per riciclaggio: confermato il blocco
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo per riciclaggio disposto a carico di una donna indagata per aver reimpiegato in una polizza assicurativa somme derivanti da una truffa sui contributi agricoli comunitari. L'indagata sosteneva la provenienza lecita dei fondi e l'assenza del pericolo di dispersione patrimoniale, contestando anche la condanna alle spese del riesame. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile: le contestazioni sollevavano vizi di motivazione non consentiti contro le misure cautelari reali e la condanna alle spese consegue per legge al rigetto dell'istanza.
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Corruzione per l’esercizio della funzione: il patto costa caro
Un Consigliere Regionale ha subito la misura cautelare del divieto di dimora per il delitto di corruzione per l'esercizio della funzione, truffa aggravata e falso. Secondo le indagini, il politico ha piegato la propria carica per favorire un'azienda privata nell'ottenimento di ricchi contributi pubblici, superando rigidi blocchi ambientali. In cambio del proprio intervento, il funzionario ha beneficiato di una vacanza su un panfilo di lusso pagata dagli imprenditori. La difesa ha lamentato l'illegittimità delle chat acquisite agli atti e ha sostenuto l'assenza di specifiche competenze dell'eletto sulla pratica amministrativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno confermato la piena validità dei messaggi consegnati spontaneamente dai testimoni. Inoltre, hanno ribadito che il reato si compie anche quando il pubblico agente sfrutta la propria autorevolezza di fatto, piegando l'ufficio agli interessi del privato.
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Sequestro preventivo e rinvio: il ritardo non cancella il blocco
Una società edile e i suoi amministratori hanno subito un sequestro preventivo per oltre ventisette milioni di euro. L'accusa ipotizzava una truffa aggravata tramite crediti fiscali fittizi per lavori edilizi agevolati, successivamente ceduti a intermediari bancari. Dopo un primo annullamento della Corte di Cassazione finalizzato a ricalcolare il profitto effettivo, il tribunale ha ridotto la somma bloccata a venti milioni. I soggetti indagati hanno impugnato nuovamente l'ordinanza, sostenendo l'inefficacia del blocco per il superamento dei termini perentori di decisione durante la fase di rinvio. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo che le scadenze tassative previste per le restrizioni della libertà personale non si applicano alle misure patrimoniali. Il sequestro preventivo resta quindi valido ed efficace per l'intero importo rideterminato dai giudici di merito.
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Turbativa d’asta e Peculato: Cassazione annulla condanne per ex Sindaco
La Cassazione ha esaminato il caso di un ex Sindaco e della sua consorte, condannati in appello per turbativa d'asta, peculato, tentata truffa e falso. I fatti riguardavano l'alterazione di gare d'appalto a favore di una società legata alla moglie e l'appropriazione di carburante comunale. La Suprema Corte ha annullato la condanna per turbativa d'asta a causa dell'intervenuta prescrizione del reato. Ha inoltre annullato la condanna per peculato, ritenendo che il fatto non sussistesse per mancanza di prove sull'uso privato del carburante. Le statuizioni civili sono rimaste ferme, mentre le condanne per tentata truffa e falso sono state confermate, con rinvio per la rideterminazione della pena.
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Contributi a fondo perduto Covid-19: servono fatti e non progetti
Il legale rappresentante di alcune associazioni ha richiesto i contributi a fondo perduto Covid-19 previsti per sostenere le attività colpite dalla pandemia. I controlli della Guardia di Finanza hanno accertato che le associazioni non possedevano la partita IVA e non avevano avviato un'effettiva attività economica entro la data chiave del primo gennaio 2019. L'interessato ha impugnato la decisione di merito sostenendo che gli atti preparatori fossero sufficienti per ottenere l'indennizzo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che l'inizio effettivo dell'attività è indispensabile per accedere ai sussidi statali. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Tentata Truffa Aggravata: Cassazione Annulla Arresti Domiciliari per Vizio Motivazionale
La Cassazione ha esaminato il caso di un ex-assessore, "Il Funzionario", accusato di tentata truffa aggravata e falso. Il Funzionario avrebbe orchestrato una perizia asseverata falsa per ottenere fondi pubblici per danni a un campo sportivo, prima come privato e poi tramite il Comune. Il Tribunale aveva confermato gli arresti domiciliari, ritenendo gravi gli indizi per falso e tentata truffa. La Suprema Corte ha annullato l'ordinanza nella parte relativa alle motivazioni sul rischio di recidiva, giudicandole insufficienti e contraddittorie. Ha rinviato il caso al Tribunale di Roma per una nuova valutazione delle esigenze cautelari, pur confermando la gravità indiziaria per i reati contestati.
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Sequestro Preventivo per Truffa Aggravata: L’Imprenditore Risponde
Un Imprenditore individuale ha subito un **sequestro preventivo per truffa aggravata** in relazione a lavori pubblici. Il Tribunale del Riesame aveva inizialmente annullato il sequestro per la ditta, ritenendo non applicabile la legge sulla responsabilità degli enti alle ditte individuali. Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha chiarito che il sequestro era valido anche per l'Imprenditore come persona fisica. Il Tribunale ha quindi confermato il sequestro. L'Imprenditore ha nuovamente proposto ricorso, ma la Cassazione lo ha dichiarato inammissibile, confermando la legittimità del sequestro.
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Falsa Dichiarazione per Contributi: La Cassazione e l’Indebita Percezione di Erogazioni
Due persone, Il Coniuge e La Coniuge, sono state condannate per indebita percezione di erogazioni. Hanno falsamente dichiarato, tramite autocertificazione, che un immobile inagibile a L'Aquila dopo il sisma era la loro abitazione principale, pur risiedendo altrove. Questo ha permesso loro di ottenere contributi pubblici per l'acquisto di una nuova casa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i loro ricorsi, confermando la condanna e la confisca della somma di 388.544 euro percepita indebitamente.
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Finanziamento COVID-19: Camper Privato e Malversazione di Fondi Pubblici
Un individuo ha ottenuto un finanziamento di 15.000 euro, garantito dal Fondo PMI (un ente statale) per sostenere la sua attività durante la pandemia COVID-19. Invece di usarlo per scopi aziendali, ha acquistato un camper per uso privato. Il Giudice aveva disposto il sequestro preventivo per malversazione di erogazioni pubbliche. Il Tribunale del Riesame aveva annullato il sequestro, sostenendo che i fondi provenivano da una banca privata e non direttamente dallo Stato. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la garanzia statale rende il finanziamento di natura pubblica. La distrazione dei fondi per scopi privati integra il reato di malversazione, anche se il denaro è erogato da un istituto bancario. Il caso torna al Tribunale di Rimini per un nuovo esame.
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Sequestro Preventivo: Eccesso di Cautela in Reati Plurisoggettivi?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un indagato che contestava un sequestro preventivo di beni per oltre 5 milioni di euro, finalizzato alla confisca del profitto di un reato. L'indagato sosteneva che il sequestro fosse eccessivo, dato che altri beni di un coindagato, di valore molto superiore (circa 14 milioni di euro), erano già stati sequestrati. Il Tribunale aveva rigettato la richiesta di revoca, ritenendo che il valore delle quote societarie sequestrate non fosse verificabile e che una revoca parziale avrebbe richiesto una prognosi di condanna non consentita. La Cassazione ha annullato questa decisione, ribadendo l'importanza del principio di proporzionalità nel sequestro preventivo in caso di illecito plurisoggettivo e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Confisca obbligatoria nel patteggiamento: annullata la sentenza
Un dipendente pubblico ha concordato la pena tramite patteggiamento per corruzione e truffa ai danni dello Stato. L'imputato ha restituito il guadagno della corruzione, ma il giudice ha omesso di ordinare il sequestro dei proventi delle truffe. La Procura Generale ha presentato ricorso in Cassazione contro l'omissione della misura sanzionatoria. La Suprema Corte ha accolto il ricorso affermando il principio della confisca obbligatoria nel patteggiamento per i reati di truffa aggravata. Anche se le parti non l'hanno inserita nell'accordo, la misura patrimoniale deve essere sempre applicata. La sentenza è stata annullata limitatamente a questo punto, rinviando al giudice per l'applicazione della misura.
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Sospensione condizionale della pena e indulto: i limiti di legge
L'Imputato ha chiesto di beneficiare della sospensione condizionale della pena dopo una condanna a un anno e otto mesi di reclusione per truffa sui fondi pubblici. La difesa ha sostenuto l'applicabilità della misura in ragione dell'età ultrasettantenne del soggetto e del fatto che una precedente condanna era stata coperta da indulto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, evidenziando che la sospensione condizionale della pena è vietata a chi accumula tre condanne per delitti autonomi. L'indulto cancella la sanzione da scontare ma non elimina i precedenti penali dal casellario. L'Imputato perde la causa ed è tenuto al pagamento delle spese processuali.
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Truffa aggravata per erogazioni pubbliche e sequestro dei beni
L'amministratrice di un'azienda agricola ha ottenuto ingenti contributi pubblici presentando piani aziendali mai attuati e omettendo informazioni decisive agli enti erogatori. Il Giudice ha disposto il sequestro preventivo delle somme per il reato di truffa aggravata per erogazioni pubbliche e per autoriciclaggio, avendo l'indagata reimpiegato il denaro in polizze e acquisti societari. La difesa ha impugnato il provvedimento sostenendo l'assenza di inganno e la mancanza di pericolo di dispersione dei beni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno stabilito la piena validità della motivazione del Tribunale, confermando il sequestro dei capitali e condannando la ricorrente al pagamento delle spese legali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Revisione della sentenza di condanna: perizia AI respinta
Un uomo condannato in via definitiva per truffa aggravata e falso ideologico ha presentato istanza di revisione della sentenza di condanna. Il richiedente sosteneva che due nuove perizie foniche, basate su innovativi algoritmi biometrici, smentissero la sua voce in un'intercettazione telefonica chiave. La Corte di Appello ha dichiarato inammissibile l'istanza. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso. I giudici supremi hanno chiarito che la nuova prova fonica riguardava una sola telefonata tra molteplici elementi a carico. Inoltre, la difesa non ha dimostrato la reale affidabilità scientifica delle metodologie digitali impiegate. Il condannato deve pagare le spese legali e una sanzione pecuniaria.
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Truffa per erogazioni pubbliche: fondi agricoli e sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di consistenti somme di denaro a carico di soggetti accusati di truffa per erogazioni pubbliche e autoriciclaggio. Gli indagati avevano ottenuto agevolazioni finanziarie e contributi per lo sviluppo agricolo presentando piani aziendali simulati e tacendo circostanze decisive agli enti erogatori. Le somme percepite illecitamente erano state poi reimpiegate nell'acquisto di polizze vita e ulteriori beni aziendali attraverso società collegate. Il Tribunale del riesame aveva già motivato la sussistenza degli artifizi fraudolenti e il rischio di dispersione del patrimonio. I giudici di legittimità hanno respinto i ricorsi difensivi, ribadendo che l'eventuale mancato controllo preliminare dell'ente pubblico non esclude la frode e confermando integralmente il blocco dei beni.
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Sequestro preventivo di denaro: ricorso valido anche a vuoto
Il Tribunale dichiarava inammissibile l'istanza di riesame proposta dall'indagato contro un decreto di sequestro preventivo di denaro. I giudici di merito ritenevano insussistente l'interesse a impugnare poiché la polizia giudiziaria non aveva trovato somme da vincolare materialmente. La Corte di Cassazione accoglie invece il ricorso del cittadino. I giudici di legittimità stabiliscono che l'ordine di sequestro preventivo di denaro crea una limitazione permanente e immediata sulla sfera patrimoniale del soggetto. Tale vincolo colpisce anche le entrate future e lecite della persona. L'indagato possiede pertanto un pieno e attuale interesse a contestare il provvedimento giudiziario davanti al tribunale del riesame, a prescindere dall'effettiva materiale esecuzione del blocco economico.
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Sequestro nullo per indebita percezione di erogazioni pubbliche
L'Amministratore di una società era indagato per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, avendo ottenuto rimborsi statali per il bonus carta del docente tramite fatture falsificate per beni non consentiti. Il Tribunale di Cosenza aveva confermato il sequestro preventivo dei suoi beni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'indagato, stabilendo che il reato si consuma nel luogo in cui l'ente pubblico dispone l'accredito del denaro (in questo caso Roma, sede del Ministero) e non dove sono state emesse le fatture (Cosenza). Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio il sequestro per incompetenza territoriale del giudice che lo aveva emesso, ordinando la trasmissione degli atti al Tribunale di Roma per la prosecuzione del procedimento.
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Sequestro preventivo per equivalente: no a formule generiche
Un indagato per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di contributi pubblici ha impugnato il provvedimento di sequestro preventivo per equivalente emesso sui suoi beni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'indagato, annullando l'ordinanza del Tribunale del riesame. I giudici di legittimità hanno rilevato che il Tribunale si è limitato a una motivazione generica e di stile sul pericolo di dispersione dei beni, omettendo di valutare le circostanze concrete, come la modesta entità delle somme e la presenza di un immobile sequestrato. La Cassazione ha stabilito che il pericolo nel ritardo deve essere concreto e reale, rinviando gli atti al Tribunale di Lecce per un nuovo esame che fornisca una motivazione adeguata e dettagliata.
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Sequestro preventivo: il tempo non cancella il blocco dei beni
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di un soggetto indagato per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. La difesa contestava l'integrazione della motivazione sul pericolo di dispersione dei beni da parte del Tribunale del riesame, ritenendola tardiva e astratta, specialmente a causa del tempo trascorso dal reato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che il pericolo di dispersione è insito nella natura stessa del denaro, bene altamente fungibile, e nella propensione dell'indagato a utilizzare raggiri per ottenere contributi indebiti. Di conseguenza, il provvedimento di sequestro preventivo è pienamente legittimo.
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Ne bis in idem cautelare: stop al doppio sequestro dei beni
Il Tribunale di Firenze confermava il sequestro preventivo di oltre 87.000 euro sui conti correnti de L'Indagato per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. In precedenza, un analogo sequestro per gli stessi fatti (qualificati come truffa) era stato annullato. L'Indagato ricorre in Cassazione lamentando la violazione del principio del ne bis in idem cautelare. La Suprema Corte accoglie il ricorso, chiarendo che la semplice diversa qualificazione giuridica del reato o la tardiva allegazione del pericolo nel ritardo, senza nuovi elementi di fatto, non consentono di superare il divieto di reiterazione della misura cautelare. Di conseguenza, la Cassazione annulla senza rinvio il sequestro e dispone la restituzione delle somme.
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