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Art. 639 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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Altri anni per Art. 639 Codice Penale

Invasione di edifici: restare dopo la morte del titolare
La Corte di Cassazione ha confermato che commette il reato di invasione di edifici chi permane in un immobile di edilizia pubblica dopo il decesso del legittimo assegnatario, anche se l'ingresso iniziale era avvenuto lecitamente. La permanenza "sine titulo" integra l'occupazione abusiva. Tuttavia, la Corte ha annullato con rinvio la parte della sentenza che negava il beneficio della non menzione a un'imputata, poiché la decisione si basava sull'erroneo presupposto che avesse precedenti penali, mentre in realtà era incensurata.
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Occupazione immobile: profitto non necessario per reato
La Corte di Cassazione chiarisce che per il reato di invasione di terreni o edifici (art. 633 c.p.), è sufficiente il solo fine di occupare la proprietà, non essendo necessario un ulteriore scopo di profitto personale. La sentenza ha annullato, ai soli effetti civili, l'assoluzione di alcuni individui che avevano proceduto all'occupazione di un immobile comunale per destinarlo a sede di associazioni sindacali. Questa decisione sottolinea che l'occupazione immobile costituisce reato quando l'agente ha la volontà di stabilirsi nel bene altrui, a prescindere dalla natura, anche non patrimoniale o sociale, dello scopo perseguito.
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Occupazione abusiva: restare in casa dopo il decesso
La Corte di Cassazione ha confermato che rimanere in un alloggio popolare dopo la morte del legittimo assegnatario, con cui si conviveva, integra il reato di occupazione abusiva. La sentenza analizza il concetto di 'invasione' e sottolinea l'obbligo del giudice di motivare la mancata concessione della sospensione condizionale della pena, annullando la decisione su questo specifico punto e rinviando alla Corte d'Appello.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di strutture abusive su area demaniale. La decisione si basa sulla mancanza di legittimazione del ricorrente, che non aveva più alcun diritto sull'area, e sulla commissione di un nuovo reato di occupazione abusiva dopo la scadenza del termine per la rimozione delle opere.
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Invasione di terreni e occupazione: la sentenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9377/2025, ha stabilito che la continua occupazione di un immobile, anche dopo la dichiarazione di prescrizione del reato iniziale di invasione di terreni, costituisce un nuovo e autonomo reato. La Corte ha rigettato il ricorso di due imputati che occupavano un immobile dell'Esercito, affermando che la natura permanente del reato cessa solo con una condanna o con l'abbandono del bene. La prescrizione precedente, accertando l'illegittimità della condotta, non sana l'occupazione, la cui prosecuzione integra una nuova fattispecie criminosa.
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