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Art. 615-bis Codice Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 615-bis Codice Penale

Registrazione tra presenti: condannato per calunnia
Un uomo ha denunciato falsamente un conoscente per il furto di una motosega che gli aveva invece prestato spontaneamente. La persona accusata ha registrato di nascosto un colloquio privato nella dimora dell'accusatore, durante il quale l'uomo ammetteva la falsità della denuncia sporta per ottenere indietro l'attrezzo. Nei precedenti gradi di giudizio, l'uomo ha subito la condanna per calunnia grazie a questo file audio. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando pienamente legittima e utilizzabile la registrazione tra presenti eseguita di propria iniziativa dalla persona offesa come prova documentale, rigettando il ricorso dell'imputato.
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Sequestro probatorio informatico: limiti e garanzie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero, confermando l'annullamento di un sequestro probatorio informatico. La Corte ha stabilito che il sequestro di copie forensi di dispositivi elettronici, già oggetto di un precedente sequestro poi annullato, era illegittimo perché violava i principi di proporzionalità e pertinenza. È stata criticata la mancanza di un'adeguata motivazione sulla necessità della misura e l'assenza di criteri di selezione dei dati e di una tempistica definita, configurando il sequestro come una misura esplorativa e un sacrificio eccessivo dei diritti dell'indagato.
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Arresto provvisorio estradizione: la red notice basta
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità di un arresto provvisorio per estradizione eseguito sulla base di una mera "red notice" INTERPOL, anche in assenza di una formale domanda di estradizione. La decisione si fonda sulle specifiche previsioni del Trattato di estradizione Italia-Brasile, che semplifica e inverte la procedura standard, consentendo la misura cautelare prima della richiesta formale, da presentarsi entro 40 giorni. La sentenza chiarisce che il trattato prevale sulla normativa interna, rendendo la segnalazione INTERPOL sufficiente a integrare la richiesta di arresto provvisorio.
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Interferenze illecite: registrare in casa è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39550/2024, chiarisce i confini del reato di interferenze illecite nella vita privata. La Corte ha stabilito che registrare una conversazione tra terzi, a cui non si partecipa, costituisce reato anche se l'azione avviene all'interno della propria abitazione. Nel caso specifico, un uomo è stato assolto dall'accusa di maltrattamenti in famiglia, ma la sua assoluzione per aver registrato la moglie e il suocero è stata annullata con rinvio, poiché essere co-titolare del domicilio non autorizza a violare la privacy altrui.
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Falso giuramento: registrazioni ammesse come prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falso giuramento. La sentenza conferma che le registrazioni di conversazioni effettuate da uno dei partecipanti sono prove documentali valide, anche se avvenute in luoghi di lavoro come un ufficio o la cucina di un ristorante, poiché non sono considerati privata dimora.
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