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Art. 612-ter Codice Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 612-ter Codice Penale

Sequestro probatorio di denaro: no al blocco senza nesso col reato
Una donna scopre una telecamera nascosta nel bagno della casa in affitto, riconducibile al proprietario. Durante le indagini per interferenze illecite e diffusione di video intimi, la polizia trova 80.000 euro in contanti nell'auto dell'indagato e li sequestra. Il Tribunale annulla il vincolo e ordina la restituzione della somma, non ravvisando alcun nesso tra il denaro e i reati ipotizzati. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del Pubblico Ministero, confermando che il sequestro probatorio di denaro richiede una specifica finalità investigativa legata alla materialità delle banconote (ad esempio se false o segnate). In assenza di tale nesso, il possesso della somma può essere semplicemente documentato dai verbali di polizia, rendendo illegittimo il trattenimento del denaro. Vince l'indagato, che ottiene la restituzione definitiva della somma.
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Registrazioni in casa privata: quando è reato?
Un uomo ha effettuato delle registrazioni video della sua ex coniuge all'interno dell'abitazione di quest'ultima, durante gli incontri con il figlio. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24848/2023, ha annullato la decisione di merito che riteneva il fatto un reato (seppur non punibile per tenuità). Il principio stabilito è che le registrazioni in casa privata non costituiscono il reato di interferenze illecite (art. 615-bis c.p.) se chi registra è legittimamente presente e partecipa alla scena di vita privata. Il reato, infatti, sanziona l'intrusione da parte di un soggetto estraneo, non la captazione da parte di un partecipante.
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Stalking e relazione affettiva: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25516/2024, è intervenuta su un caso di cyberstalking, diffusione illecita di immagini intime e sostituzione di persona. La Corte ha confermato la condanna per i reati contestati ma ha annullato la sentenza con rinvio limitatamente all'aggravante della relazione affettiva. È stato chiarito che, per applicare tale aggravante, non è sufficiente un incontro occasionale, ma occorre provare l'esistenza di un legame stabile basato sulla fiducia, la cui violazione giustifica un aumento di pena. La motivazione della corte d'appello è stata ritenuta carente su questo specifico punto.
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Sequestro probatorio: l’obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava un sequestro probatorio per reati di bancarotta fraudolenta. Sebbene la Corte abbia ritenuto non necessaria la convalida del giudice per il sequestro di dati informatici disposto dal PM, ha accolto il ricorso per difetto di motivazione. Il Tribunale, infatti, non aveva adeguatamente considerato le argomentazioni difensive volte a contestare il "fumus boni iuris", ovvero la plausibilità del reato, limitandosi a un rinvio generico alle tesi dell'accusa. La sentenza sottolinea l'obbligo per il giudice del riesame di condurre un'analisi concreta e completa di tutti gli elementi, inclusi quelli a favore dell'indagato.
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