La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'insegnante per il reato di maltrattamenti verso i bambini a lei affidati. La sentenza chiarisce che il delitto si perfeziona con la sola condotta abitualmente vessatoria, idonea a ledere l'integrità psico-fisica della vittima, a prescindere dalla manifestazione esterna di un trauma o di uno stato di sofferenza, soprattutto quando le vittime sono bambini in tenera età incapaci di elaborare e comunicare il proprio disagio. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli relativi al dolo, al divieto di 'reformatio in peius' e al bilanciamento delle attenuanti.
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