Un imputato, già condannato per detenzione di circa 14,5 grammi di cocaina, ha visto la sua pena ridotta in appello. Ha poi presentato un ricorso per Cassazione, lamentando un difetto di motivazione nella sentenza di secondo grado. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per Cassazione, ritenendolo generico e privo di argomentazioni specifiche sui presunti vizi motivazionali. La Corte ha confermato la decisione precedente, sottolineando l'importanza di un'esposizione dettagliata dei motivi di impugnazione. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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