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Art. 611 Codice di Procedura Penale — Anno 2019

Altri anni per Art. 611 Codice di Procedura Penale

Disegno criminoso: quando non c’è continuazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14976 del 2019, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione tra due reati associativi. L'imputato, partecipe di due distinte organizzazioni criminali dedite al narcotraffico in periodi diversi e con ruoli differenti, non ha potuto beneficiare dell'istituto del disegno criminoso. La Corte ha stabilito che la semplice omogeneità dei reati e del contesto non basta a provare un'unica programmazione iniziale, essendo le due associazioni risultate distinte per composizione soggettiva, struttura e finalità operative.
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Pena e attenuanti: la discrezionalità del giudice
Un imputato, condannato per ricettazione, ricorre in Cassazione contestando la mancata concessione delle attenuanti generiche in prevalenza sulle aggravanti. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo la vasta discrezionalità del giudice nella commisurazione della pena e nel bilanciamento delle circostanze, specialmente in presenza di precedenti penali che indicano una tendenza a delinquere. La decisione del giudice di merito, se non illogica o arbitraria, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Patteggiamento guida in ebbrezza: la revoca patente
Con la sentenza n. 52103/2019, la Cassazione Penale, Sez. 4, ha stabilito che in un caso di patteggiamento per guida in ebbrezza con incidente, la revoca della patente è una sanzione accessoria obbligatoria. Anche se le attenuanti generiche vengono bilanciate con l'aggravante dell'incidente, ciò non esclude l'applicazione della revoca, che opera indipendentemente dal calcolo della pena principale. Il ricorso dell'imputato, che mirava a ottenere una semplice sospensione, è stato dichiarato inammissibile.
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