LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 600-ter Codice Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 600-ter Codice Penale

Minore gravità violenza sessuale: quando si esclude?
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello che aveva concesso l'attenuante della minore gravità in un caso di violenza sessuale ai danni di una minore. L'imputato, tramite minacce di diffondere immagini intime, aveva costretto la vittima a compiere atti di autoerotismo e a inviargli i video. Secondo la Suprema Corte, la presenza di elementi di particolare gravità come la minore età della vittima, la reiterazione delle minacce e la coartazione a produrre materiale pedopornografico, esclude categoricamente l'applicazione dell'attenuante per minore gravità violenza sessuale. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Competenza territoriale per pedopornografia: il luogo
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza territoriale per il reato di produzione di materiale pedopornografico. Ha stabilito che la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui l'imputato, dopo aver indotto il minore, riceve il materiale e ne acquisisce la piena disponibilità. Non è rilevante il luogo dove il materiale viene fisicamente creato dalla vittima. Di conseguenza, è competente il tribunale della residenza dell'imputato.
Continua »
Ingente quantità: Cassazione sulla pedopornografia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35918/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per produzione e detenzione di materiale pedopornografico. La Corte ha confermato che l'aggravante della "ingente quantità" si valuta in termini assoluti (in questo caso, centinaia di file), senza considerare il rapporto con altri file leciti. Inoltre, ha ribadito che per il reato di produzione di tale materiale non è necessario provare il concreto pericolo di diffusione, in quanto il reato si perfeziona con la creazione stessa del contenuto illecito.
Continua »
Detenzione materiale pedopornografico: il cloud è reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33869/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato agli arresti domiciliari per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: la disponibilità di file illegali su servizi di cloud storage, come chat o archivi virtuali, integra pienamente il reato di detenzione materiale pedopornografico. Anche l'aggravante dell'ingente quantitativo è stata confermata, basandosi sul numero assoluto di file rinvenuti, superiore al migliaio.
Continua »
Pene sostitutive: quando si applicano alla rapina?
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per l'applicazione delle pene sostitutive al reato di rapina. Se il giudice di merito esclude in fatto una circostanza aggravante che renderebbe il reato 'ostativo' (cioè che impedirebbe l'accesso a benefici), la pena detentiva può essere sostituita. Il caso riguardava un individuo condannato per rapina, la cui pena era stata sostituita con la detenzione domiciliare. La Procura aveva impugnato la decisione, ma la Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che l'esclusione dell'aggravante fa venir meno il divieto di applicare le pene sostitutive.
Continua »
Minore gravità: Cassazione annulla, nuovo esame
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava l'applicazione della circostanza attenuante della minore gravità per il reato di produzione di materiale pedopornografico (art. 600-ter c.p.). Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello, che dovrà effettuare una nuova valutazione basandosi sui criteri specifici indicati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 91/2024. I punti focali della nuova analisi dovranno essere l'effettiva estraneità della condotta al mercato di diffusione di tale materiale e la reale entità del danno psicologico arrecato alle vittime.
Continua »
Utilizzazione del minore: Cassazione annulla condanna
Un uomo viene condannato per produzione di materiale pedopornografico e tentata violenza privata per una foto ricevuta da una minore. La Corte di Cassazione annulla la condanna per il primo reato, chiarendo che per configurare l'illecito non basta la ricezione del materiale, ma occorre provare l'effettiva "utilizzazione del minore", ovvero un'azione di strumentalizzazione. La condanna per tentata violenza privata viene invece confermata.
Continua »