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Art. 600-ter Codice Penale — Anno 2024

Altri anni per Art. 600-ter Codice Penale

Pena sostitutiva illegale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una pena sostitutiva, anche se applicata erroneamente in favore del condannato per reati che non la consentirebbero, non può essere modificata in fase esecutiva se il Pubblico Ministero non ha impugnato la sentenza di condanna prima del suo passaggio in giudicato. La Corte distingue tra pena 'illegale' (non prevista dalla legge) e 'illegittima' (frutto di un errore di giudizio), concludendo che in questo caso l'errore rientra nella seconda categoria e non può essere corretto a danno del condannato per il principio di intangibilità del giudicato.
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Reati ostativi: Cassazione su art. 4-bis Ord. pen.
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che negava una misura alternativa alla detenzione. Il tribunale aveva erroneamente applicato i più severi requisiti previsti per i reati ostativi a un condannato per associazione a delinquere semplice e reati in materia di immigrazione non aggravati. La Suprema Corte ha chiarito che tali requisiti si applicano solo a un elenco tassativo di delitti, escludendo quelli per cui il ricorrente era stato condannato, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Istigazione a delinquere online: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per istigazione a delinquere (art. 414-bis c.p.) nei confronti di un utente che aveva pubblicato un post su un social network con una frase che incitava alla violenza sessuale su minori. La Corte ha stabilito che, per configurare il reato, è sufficiente la concreta idoneità del messaggio a provocare i delitti, valutata ex ante, considerando il significato oggettivo del testo e la sua potenziale ampia diffusione online, a prescindere dal numero esatto di visualizzazioni.
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Rimessione del processo: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di rimessione del processo presentata da un'imputata, la quale lamentava una forte pressione mediatica e un clima ostile nella città sede del Tribunale. La Corte ha ribadito che, per giustificare il trasferimento del processo, non bastano le campagne stampa, ma occorrono prove concrete di una "grave situazione locale" esterna al processo, in grado di minare realmente l'imparzialità dei giudici, prova che in questo caso è mancata. La richiesta si basava su motivi ritenuti puramente interni alla dinamica processuale.
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Produzione materiale pornografico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per produzione di materiale pornografico a carico di un imputato che, tramite un falso profilo social, aveva indotto dei minori a produrre e inviargli contenuti espliciti. La Corte chiarisce che il reato sussiste anche se il materiale è per uso personale e non vi è un pericolo concreto di diffusione, poiché l'inganno esclude il consenso valido del minore, rendendo inapplicabile l'eccezione della 'pornografia domestica'. Viene inoltre respinta la tesi di un'applicazione retroattiva sfavorevole della legge (overruling).
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Produzione materiale pedopornografico: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di produzione materiale pedopornografico a carico di un uomo che riprendeva segretamente, con una telecamera nascosta, le parti intime di minorenni sotto la gonna. La Corte ha stabilito che il reato si configura anche senza interazione con la vittima e a prescindere dalla sua consapevolezza. La finalità sessuale, elemento chiave del reato, è stata desunta non solo dalla natura delle immagini ma anche dalle stesse ammissioni dell'imputato, rendendo irrilevante la tesi difensiva di una semplice 'parafilia voyeuristica'.
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