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Art. 6 Convenzione EDU — Anno 2023

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Altri anni per Art. 6 Convenzione EDU

Pene sostitutive: quando si applica la nuova riforma?
Un imputato, condannato per furto aggravato, ha chiesto in Cassazione l'applicazione delle nuove pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022). La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo un importante aspetto della disciplina transitoria. Ha stabilito che, per i processi in cui la sentenza d'appello è stata emessa prima dell'entrata in vigore della riforma, la richiesta di applicazione delle pene sostitutive deve essere presentata al giudice dell'esecuzione entro 30 giorni dalla definitività della sentenza, e non in sede di legittimità. La pendenza del giudizio in Cassazione, infatti, inizia con la pronuncia della sentenza d'appello, non con il deposito del ricorso.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un individuo senza l'assistenza di un difensore. La decisione si fonda sulla modifica normativa introdotta dalla legge n. 103 del 2017, che ha eliminato la possibilità per la parte di agire personalmente in Cassazione, rendendo obbligatoria la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'apposito albo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto personalmente da un individuo contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si basa sulla modifica dell'art. 613 del codice di procedura penale, che dal 2017 rende obbligatoria l'assistenza di un avvocato iscritto all'albo speciale per questo tipo di impugnazione. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione personale non è più consentito e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ergastolo illegittimo: la Cassazione chiarisce i limiti
Un condannato alla pena dell'ergastolo ha richiesto la commutazione della sua pena in 30 anni di reclusione, sostenendo la tesi dell'ergastolo illegittimo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non esiste una base legale per tale conversione. La Corte ha inoltre confermato che la pena dell'ergastolo, grazie alla possibilità di riesame e benefici penitenziari, è compatibile sia con la Costituzione Italiana (art. 27) sia con la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU).
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Ricorso in Cassazione personale: Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione personale presentato da un cittadino senza l'assistenza di un avvocato. L'ordinanza ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, tutti i ricorsi in Cassazione in ambito penale devono essere sottoscritti da un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità e la condanna al pagamento di spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione personale: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato personalmente da un cittadino, senza l'assistenza di un avvocato abilitato. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p., che dal 2017 impone la difesa tecnica obbligatoria, ritenendo tale scelta legislativa non incostituzionale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro.
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Ricorso cassazione personale: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 43572/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un individuo senza l'assistenza di un legale. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p., che dal 2017 impone la firma di un avvocato abilitato per questo tipo di impugnazione, confermando la legittimità della norma e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Sospensione necessaria: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che disponeva la sospensione necessaria di un giudizio di divisione immobiliare. Il caso vedeva contrapposte due sorelle in una causa ereditaria. La Corte ha stabilito che la pendenza della causa sull'eredità non costituisce un rapporto di pregiudizialità tecnico-giuridica tale da giustificare lo stop del procedimento di divisione, avviato per soddisfare un credito verso il marito di una delle due. La sospensione è illegittima se il nesso tra le cause è solo logico e non strettamente giuridico.
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Legittimazione attiva esproprio: il socio co-op
La Corte di Cassazione ha negato la legittimazione attiva esproprio ai soci di una cooperativa edilizia che volevano opporsi alla sentenza di aumento dell'indennità. La decisione si basa sul principio 'tempus regit actum', applicando la normativa anteriore al d.P.R. 327/2001, che non li considerava litisconsorti necessari nel giudizio tra ente espropriante e proprietario originario.
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Accertamenti bancari: no a riduzioni forfettarie
Un'azienda del settore carni è stata oggetto di accertamenti bancari da parte dell'Agenzia delle Entrate, che ha contestato maggiori ricavi basandosi su movimentazioni sui conti correnti della società, dei soci e di terzi. La Commissione Tributaria Regionale aveva ridotto del 60% la pretesa fiscale, con una decisione ritenuta forfettaria. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice tributario non può operare riduzioni equitative ma deve fondare la propria sentenza su una rigorosa analisi delle prove. La Corte ha inoltre ribadito che, negli accertamenti bancari, spetta al contribuente l'onere di dimostrare che le movimentazioni non costituiscono materia imponibile.
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Risarcimento per falsa testimonianza: quando è escluso
Un uomo ha chiesto il risarcimento per falsa testimonianza alla sua ex coniuge e al testimone, sostenendo che la deposizione avesse causato il rigetto della sua domanda di addebito nella separazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che mancava il nesso di causalità: la testimonianza, anche se falsa, non era stata l'elemento decisivo per la sentenza di separazione, che si basava su una crisi coniugale preesistente.
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Rimessione in termini: no se il professionista è negligente
La Corte di Cassazione ha stabilito che la negligenza del professionista incaricato non costituisce una 'causa non imputabile' per giustificare una rimessione in termini. In un caso riguardante un ricorso tributario depositato in ritardo, la Corte ha respinto la richiesta del contribuente, affermando che la scelta del difensore e la vigilanza sul suo operato ricadono sulla parte, la quale può eventualmente agire per responsabilità professionale ma non ottenere la riapertura dei termini processuali.
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Improcedibilità del ricorso per mancato deposito
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso di una società televisiva a causa del mancato deposito della copia autentica della sentenza d'appello notificata, come richiesto dall'art. 369 c.p.c. La Corte ha ribadito che tale adempimento è essenziale per verificare la tempestività dell'impugnazione e la sua omissione, non essendo stata sanata nei termini, porta alla chiusura del processo senza esame del merito.
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Notifica inesistente: appello inammissibile
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello a causa della notifica inesistente dell'atto alla controparte. Viene chiarito che la costituzione in giudizio al solo fine di eccepire il vizio non ha effetto sanante, distinguendo nettamente la notifica inesistente da quella semplicemente nulla, che è sanabile.
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Competenza doganale territoriale: chi accerta i dazi?
Una società di spedizioni ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Dogane italiana per dazi su merci importate negli anni '90, la cui dichiarazione era avvenuta in Belgio. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che la competenza doganale territoriale per l'accertamento e la riscossione dei dazi appartiene esclusivamente all'autorità doganale dello Stato membro in cui l'obbligazione doganale è sorta (Belgio), e non a quella dello Stato in cui le merci sono state successivamente introdotte (Italia).
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Pericolosità qualificata: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale per pericolosità qualificata legata a reati di mafia. Il ricorrente contestava la mancanza di 'attualità' della sua pericolosità e la violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU). La Corte ha stabilito che la valutazione nel merito della pericolosità non è sindacabile in Cassazione se non per vizi logici evidenti e ha distinto il caso dalla pericolosità 'generica' già censurata dalla Corte EDU, confermando la legittimità della misura.
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Indennità di esproprio: la tassabilità e il ritardo
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla tassabilità dell'indennità di esproprio. Se il pagamento è ritardato ingiustificatamente dalla Pubblica Amministrazione oltre l'entrata in vigore della legge impositiva, l'indennità potrebbe non essere tassabile. Il caso è stato rinviato per determinare se un accordo transattivo costituisse un nuovo procedimento o facesse parte di quello originario, un fattore chiave per valutare il ritardo.
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Termine impugnazione licenziamento: la nuova legge
Un lavoratore, licenziato nel 2006, impugna il provvedimento fuori dal tribunale ma avvia la causa giudiziaria solo nel 2019. Nel frattempo, una legge del 2010, efficace dal 2011, ha introdotto un nuovo e più breve termine impugnazione licenziamento. La Corte di Cassazione ha confermato che questo nuovo termine si applica anche ai licenziamenti precedenti, facendo decorrere il tempo dalla data di entrata in vigore della nuova legge. Di conseguenza, il ricorso del lavoratore è stato dichiarato inammissibile per intervenuta decadenza.
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Rescissione del giudicato: quando si può chiedere?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40824/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per ricettazione che chiedeva la rescissione del giudicato. La Corte ha stabilito che la mancata conoscenza del processo era imputabile alla sua condotta negligente, dato che era stato sottoposto a misure cautelari e a fermo di indiziato di delitto. Tali atti, secondo i giudici, costituiscono prova sufficiente della conoscenza del procedimento a suo carico, escludendo l'ignoranza incolpevole e rendendo inammissibile la richiesta.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sul principio inderogabile secondo cui il ricorso per cassazione in materia penale deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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