Un avvocato, difendendo una madre in una causa familiare, inviava lettere a varie autorità accusando la psicoterapeuta incaricata di incompetenza e falsità. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione avvocato, stabilendo che le accuse, prive di fondamento e formulate con toni offensivi, superavano i limiti del diritto di critica. La Corte ha inoltre escluso l'applicabilità dell'immunità per gli scritti difensivi, poiché le comunicazioni erano state inviate a terzi estranei al procedimento giudiziario.
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