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Art. 591-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 591-bis Codice di Procedura Civile

Reclamo Esecutivo: Inammissibilità in Cassazione, Opposizione è la Via
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Inammissibilità reclamo esecutivo. Una ricorrente, madre del debitore, aveva contestato l'aggiudicazione di un immobile venduto all'asta, sostenendo di non aver potuto partecipare a causa di presunta turbativa d'asta. Il Tribunale aveva rigettato il suo reclamo, affermando che il vizio andava fatto valere con l'opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.). La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'ordinanza collegiale su reclamo ex art. 591 ter c.p.c. non è impugnabile in Cassazione. Questo strumento serve a risolvere difficoltà pratiche, mentre le contestazioni sulla validità degli atti richiedono l'opposizione.
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Reato di peculato: condannato l’avvocato, ma pena da ricalcolare
Un avvocato delegato dal giudice per le vendite giudiziarie ha incassato somme destinate alle imposte dell'esecuzione immobiliare, facendole versare dagli acquirenti sul proprio conto corrente personale. Il professionista si è appropriato di oltre duecentomila euro senza versarli alla procedura. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di peculato, qualificando l'avvocato come pubblico ufficiale e respingendo le tesi difensive volte a far rientrare il fatto tra la truffa o l'appropriazione indebita. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla durata della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, in quanto applicata in misura perpetua invece che temporanea a fronte di una condanna principale inferiore ai tre anni, rinviando alla Corte d'Appello per la corretta rideterminazione.
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Opposizione al decreto di trasferimento: vince il debitore
Una debitrice subisce l'espropriazione della propria casa. L'immobile finisce all'asta e viene aggiudicato a un acquirente. La debitrice propone opposizione al decreto di trasferimento, contestando gravi vizi procedurali. In particolare, l'acquirente non versa la cauzione del venti per cento per le spese di vendita e paga il saldo del prezzo in ritardo. Il Tribunale locale respinge il ricorso, ritenendo la proprietaria priva di interesse ad agire poiché l'acquirente era l'unico offerente e non esisteva prova di una vendita a prezzo maggiore. La Corte di Cassazione accoglie invece il ricorso della proprietaria. Il debitore ha sempre il pieno diritto di esigere il rispetto delle regole d'asta e della parità tra offerenti, anche senza dover provare di poter ottenere un prezzo di vendita più alto.
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Professionista delegato alle vendite e validità dell’asta
Alcuni debitori subivano un pignoramento immobiliare gestito da un professionista delegato alle vendite. I debitori contestavano la validità degli atti esecutivi poiché il professionista aveva pubblicato l'avviso di vendita dopo la scadenza del termine fissato dal giudice. Il giudice dell'esecuzione ratificava l'operato del professionista e confermava l'incarico. I debitori proponevano quindi opposizione agli atti esecutivi. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità originaria dell'opposizione. Con la riforma del processo esecutivo, gli atti e i provvedimenti relativi all'attività del professionista delegato alle vendite non si impugnano con l'opposizione agli atti esecutivi, ma esclusivamente con il reclamo al giudice e poi al collegio. Inoltre, i termini assegnati al delegato non provocano nullità processuali in caso di ritardo. La sentenza è stata cassata senza rinvio con condanna dei debitori alle spese.
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