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Art. 559 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 559 Codice di Procedura Civile

Pignoramento dell’immobile locato: il proprietario perde i canoni
Le Proprietarie Locatrici di un immobile commerciale avevano concordato con L'Azienda Conduttrice una riduzione del canone, condizionata al fatto che l'immobile non venisse venduto all'asta. A seguito del pignoramento dell'immobile locato, il custode giudiziario ha riscosso solo il canone ridotto senza contestazioni. Successivamente, le locatrici hanno chiesto il pagamento dei canoni integrali. La Corte di Cassazione ha stabilito che, con il pignoramento dell'immobile locato, il proprietario perde la legittimazione a riscuotere i canoni, compito che spetta esclusivamente al custode. Poiché il custode ha accettato il canone ridotto senza opposizione delle locatrici davanti al giudice dell'esecuzione, queste non possono richiedere le differenze. La Cassazione ha quindi accolto il ricorso dell'Azienda Conduttrice, cassando la sentenza con rinvio.
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Sospensione condizionale della pena: il pignoramento non salva
Il Tribunale ha revocato la sospensione condizionale della pena a un cittadino per non aver demolito un immobile abusivo entro i termini stabiliti. Il proprietario ha fatto ricorso, sostenendo che il pignoramento immobiliare e la nomina di un custode terzo gli impedissero di demolire il bene. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il pignoramento non blocca l'ordine di demolizione, che ha natura reale e mira a ripristinare il territorio. Il debitore non custode ha comunque l'obbligo di attivarsi, chiedendo le necessarie autorizzazioni al custode e al giudice dell'esecuzione. La mancata attivazione rende del tutto legittima la revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena.
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Nomina del custode giudiziario: valida anche senza firma
Un cittadino ha impugnato la condanna penale sostenendo di non essere il custode dei beni pignorati, poiché non aveva firmato il relativo verbale di pignoramento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la validità della nomina del custode giudiziario non richiede la firma del verbale da parte del soggetto designato, purché questi sia presente al momento del pignoramento e della sua designazione, come confermato dai testimoni. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danni all’immobile pignorato: decide il custode giudiziario
Il proprietario di un immobile danneggiato da infiltrazioni d'acqua provenienti da parti comuni condominiali ha richiesto il risarcimento dei danni. Tuttavia, poiché l'immobile era già sottoposto a pignoramento, i giudici di merito hanno dichiarato la domanda inammissibile. La legittimazione ad agire spettava infatti al custode giudiziario e non al proprietario esecutato, non avendo quest'ultimo provato che i danni fossero anteriori al pignoramento o di aver sostenuto personalmente le spese di riparazione. La Corte di Cassazione ha confermato questa impostazione, dichiarando il ricorso inammissibile. La decisione ribadisce che, in caso di pignoramento, solo il custode giudiziario è legittimato a richiedere il risarcimento per i danni arrecati al bene, salvo casi eccezionali di inerzia non dimostrati in questo giudizio.
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Locazione immobile pignorato da terzo: i canoni al creditore
La Corte di Cassazione affronta il caso di una locazione di immobile pignorato da terzo non proprietario. Una società, detentrice ma non proprietaria di due immobili pignorati, li aveva affittati a terzi e pretendeva la restituzione dei canoni incassati dal custode giudiziario. La Corte ha stabilito che il contratto di locazione, seppur valido tra le parti, non è automaticamente opponibile (cioè non può essere fatto valere) contro il creditore. L'opponibilità dipende dal titolo con cui il terzo detiene l'immobile. In assenza di un titolo valido e opponibile alla procedura, i canoni di locazione, quali frutti civili del bene, rientrano nell'oggetto del pignoramento e spettano al creditore. La richiesta di restituzione è stata quindi respinta.
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Diniego rinnovo locazione: è valido durante pignoramento?
Una società conduttrice di un immobile commerciale ha contestato il diniego di rinnovo della locazione, sostenendo la sua invalidità in quanto comunicato dal proprietario-locatore mentre l'immobile era sottoposto a pignoramento. Dopo la conferma della validità del diniego da parte dei giudici di merito, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare importanza per l'uniforme interpretazione della legge (rilevanza nomofilattica) e ha rinviato la causa a una pubblica udienza per la decisione.
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