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Art. 517-quater Codice Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 517-quater Codice Penale

Sequestro probatorio: prosciutti DOP e confisca, la Cassazione fa chiarezza
Un allevatore ha visto rigettare la sua richiesta di dissequestro per cosce di suino, destinate a prosciutti con Denominazione di Origine Protetta (DOP), a causa di dubbi sulla loro genetica e la potenziale confisca obbligatoria. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. Ha chiarito che il sequestro probatorio non può protrarsi indefinitamente senza specifiche esigenze investigative. Inoltre, ha stabilito che la confisca obbligatoria per reati alimentari (artt. 474 bis e 517 quater c.p.) non impedisce automaticamente il dissequestro, a differenza di quanto previsto per beni intrinsecamente pericolosi. La Cassazione ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Sequestro probatorio di vino e diniego della restituzione
L'Azienda Vinicola ha subito il sequestro probatorio di ingenti quantitativi di vino etichettato come indicazione geografica protetta, con l'ipotesi di reato di contraffazione di indicazioni geografiche. L'Azienda ha chiesto la restituzione della merce sostenendo l'assenza di un obbligo di tracciabilità interna e la difficoltà di individuare l'origine esatta del mosto fermentato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, chiarificando che l'istanza di dissequestro non può servire a contestare l'esistenza del reato, ma solo a dimostrare il venir meno delle esigenze di prova. Di conseguenza, l'Azienda perde il ricorso e resta soggetta al blocco dei prodotti con l'obbligo di pagare le spese processuali e la sanzione.
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Sequestro preventivo per equivalente: confermata frode nel vino
Una società cooperativa agricola subisce il sequestro preventivo per equivalente di quote societarie a garanzia del profitto illecito generato da una maxi-frode vinicola. Gli amministratori alteravano registri, annotavano fittizie giacenze di vino pregiato e vendevano uva comune spacciata per vino a denominazione protetta. Il presidente della cantina propone ricorso per cassazione, contestando la mancanza di motivazione sul pericolo di dispersione patrimoniale e la stima del profitto derivante dai reati di associazione per delinquere e contraffazione di indicazioni geografiche. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso totalmente inammissibile, confermando la piena legittimità del blocco cautelare sui beni della cooperativa.
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Sequestro preventivo: vizi formali e rigetto per l’azienda
I giudici hanno disposto il sequestro preventivo di ingenti quantitativi di formaggio tipico a marchio protetto appartenenti a un'azienda produttrice, contestando il reato di violazione delle denominazioni di origine. L'azienda, intervenuta quale terzo proprietario non formalmente indagato, ha impugnato il sequestro contestando la validità delle analisi chimiche e la proporzionalità della misura. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda. Il difensore ha depositato l'atto senza allegare una valida procura speciale rilasciata specificamente per il giudizio di legittimità. Di conseguenza, i giudici hanno confermato il vincolo sui prodotti alimentari e hanno condannato la società alle spese processuali e a una sanzione.
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Violazione della DOP: lotti sequestrati e restituzione negata
I giudici hanno confermato il sequestro preventivo disposto a carico di una società casearia per la violazione della DOP. L'azienda ha prodotto lotti di formaggio tipico senza rispettare il disciplinare di produzione, impiegando trattamenti termici vietati accertati tramite parametri enzimatici alterati. La difesa ha chiesto la restituzione della merce, sostenendo l'inapplicabilità del divieto di restituzione e la propria estraneità al reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che i prodotti agroalimentari contraffatti sono soggetti a confisca obbligatoria per legge, impedendo qualsiasi restituzione all'impresa produttrice. L'azienda ha subito la perdita dei beni e la condanna al pagamento delle spese legali.
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