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Art. 433 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 433 Codice Civile

Arresti domiciliari e assoluta indigenza: no al lavoro dal figlio
Il Tribunale di Napoli ha respinto la richiesta di un uomo, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, di poter lavorare presso l'azienda del figlio. L'indagato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo di trovarsi in uno stato di assoluta indigenza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il presupposto dell'assoluta indigenza deve essere valutato con estremo rigore, considerando anche i redditi degli altri componenti del nucleo familiare. Nel caso specifico, il figlio del ricorrente è titolare di un'impresa solida e ha l'obbligo di sostenere il genitore. Di conseguenza, non sussistono i presupposti eccezionali per autorizzare l'attività lavorativa fuori dal domicilio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Retta RSA: il Comune non paga? La Cassazione chiarisce il riparto oneri
Una società che gestisce una RSA ha chiesto al Comune il pagamento della quota assistenziale per i suoi ricoverati. Il Comune si è opposto, sostenendo che l'onere dovesse gravare interamente sul Servizio Sanitario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo un principio chiave sul riparto oneri retta RSA. La spesa non è automaticamente a carico della sanità. La quota assistenziale grava sull'assistito, poi sui familiari e, in caso di loro incapacità economica, sul Comune di residenza. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione, rinviando la causa per una nuova valutazione basata su questo criterio di ripartizione.
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