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Art. 433 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 433 Codice Civile

Diritto di opzione degli eredi: conta il titolo, non la residenza
Due fratelli hanno impugnato l'acquisto di un terreno demaniale effettuato dalla sorella, sostenendo che lei non avesse il diritto di opzione degli eredi perché non risiedeva né lavorava sul fondo al momento dell'entrata in vigore della legge speciale. L'immobile era stato originariamente assegnato al padre, socio di una cooperativa agricola. La Corte di Cassazione ha chiarito la normativa: il requisito dell'insediamento preventivo riguarda esclusivamente i congiunti non eredi (ossia i parenti tenuti agli alimenti). Gli eredi legittimi subentrano direttamente nei diritti del defunto senza dover dimostrare l'occupazione fisica pregressa del lotto. I giudici hanno rigettato il ricorso dei fratelli, confermando il diritto della sorella alla sua quota immobiliare di un terzo e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese legali.
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Assegno di Mantenimento: La Cassazione chiarisce l’interpretazione
L'Ex Marito ha contestato un precetto per il pagamento dell'assegno di mantenimento, sostenendo che le somme fossero destinate solo ai figli e non all'Ex Moglie. I giudici di merito avevano interpretato gli accordi di separazione e divorzio come inclusivi di una quota per l'Ex Moglie, nonostante l'assenza di una distinzione esplicita. La Corte di Cassazione, richiamando un precedente delle Sezioni Unite, ha confermato questa interpretazione. Ha ritenuto che il giudice potesse desumere la destinazione dell'assegno anche all'Ex Moglie dall'analisi complessiva dei titoli giudiziali, specialmente da clausole che prevedevano una riduzione in caso di sua autonomia economica. Il ricorso dell'Ex Marito è stato rigettato, confermando l'obbligo di pagamento.
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Sequestro preventivo per equivalente: delega sul conto non basta
Un Tribunale aveva confermato il sequestro preventivo per equivalente su un conto corrente intestato a un'anziana madre. Il figlio, indagato per un reato tributario, aveva una delega ad operare su quel conto. Il Tribunale riteneva che la delega illimitata dimostrasse la disponibilità delle somme da parte del figlio. La Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che la semplice delega non basta a provare la reale disponibilità dei fondi per la confisca. Servono prove concrete che il figlio abbia usato quei soldi per scopi personali o legati al reato, specialmente se il conto è di un genitore anziano e i fondi servono per le sue necessità primarie.
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No al lavoro per detenuti domiciliari se i figli possono aiutarli
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato, confermando il diniego del lavoro per detenuti domiciliari. L'uomo, agli arresti domiciliari presso l'ex moglie per associazione a delinquere, chiedeva di lavorare come manutentore a 26 km di distanza. I giudici hanno stabilito che non sussiste lo stato di assoluta indigenza, poiché i figli maggiorenni hanno l'obbligo legale di prestare gli alimenti al genitore in difficoltà. Inoltre, l'orario prolungato e la distanza sono stati ritenuti incompatibili con le esigenze cautelari e la pericolosità del soggetto. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
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