L'Agenzia delle Entrate ha contestato la residenza fiscale all'estero di un noto cantante lirico, iscritto all'AIRE e residente a Monaco, pretendendo il pagamento di IRPEF e IVA in Italia. L'amministrazione valorizzava la presenza in Italia della moglie e della figlia. Tuttavia, il contribuente ha dimostrato che la sua attività lavorativa internazionale lo portava a viaggiare continuamente, che possedeva immobili principalmente all'estero e che il matrimonio era da tempo in crisi profonda. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, stabilendo che la residenza fiscale all'estero è valida se il centro degli interessi economici e personali del contribuente si trova stabilmente fuori dai confini nazionali, a prescindere da saltuari soggiorni lavorativi in Italia.
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