LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 426 Codice Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 426 Codice Penale

Frana colposa: tra danno privato e pericolo pubblico
La Corte d'Appello condannava l'amministratrice di una società proprietaria di un terreno per il reato di frana colposa. L'accusa contestava l'apertura di piste carrabili che avevano deviato le acque meteoriche verso il fondo vicino. I giudici di merito ritenevano la proprietaria gestore di fatto della cooperativa affittuaria esecutrice dei lavori, basandosi solo sul legame di parentela con la rappresentante formale. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna con rinvio. I giudici Supremi hanno stabilito che non basta un mero smottamento o il dilavamento di detriti per configurare il reato. Serve un evento di proporzioni eccezionali che metta in concreto pericolo l'incolumità pubblica. Inoltre, la responsabilità penale non si presume dalla parentela, ma richiede prove precise sull'ingerenza nei lavori.
Continua »
Crollo in cantiere: il Disastro colposo e le responsabilità dei costruttori
Un progetto edilizio ha causato il crollo di una paratia di sostegno e di un piazzale adiacente a un condominio, rendendo lo stabile inagibile e richiedendo l'evacuazione. Il Committente, il Direttore dei Lavori e due Imprese Appaltatrici avevano realizzato opere difformi dal progetto, utilizzando materiali scadenti e procedendo a uno sbancamento eccessivo. La Corte di Cassazione ha confermato la loro responsabilità per "disastro colposo". Ha ribadito che il crollo, per le sue dimensioni e la potenziale diffusione del pericolo, configurava un disastro che minacciava l'incolumità pubblica. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando le condanne e il risarcimento provvisionale alle parti civili.
Continua »
Danni da alluvione e prescrizione del risarcimento danni
Un imprenditore ha citato in giudizio il Ministero per ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla propria azienda a causa dell'esondazione di un fiume. Il danneggiato non si era costituito parte civile nel processo penale a carico del direttore dei lavori. Per tale ragione, i giudici hanno applicato la prescrizione del risarcimento danni collegata alla fattispecie di inondazione colposa, pari a dieci anni. Poiché il termine iniziale decorreva dal rinvio a giudizio del tecnico o al più tardi dalla sentenza penale di primo grado, la prima richiesta stragiudiziale del danneggiato è intervenuta tardivamente. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha confermato l'estinzione del diritto e ha rigettato definitivamente il ricorso dell'imprenditore.
Continua »