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Art. 4 Costituzione — Anno 2023

Altri anni per Art. 4 Costituzione

Abuso dei contratti a termine: risarcimento contro la precarietà
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Salute, confermando il risarcimento del danno a favore di una lavoratrice per l'illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi. La Corte ha stabilito che la semplice possibilità di partecipare a procedure di stabilizzazione non cancella il danno subito. L'abuso dei contratti a termine genera infatti un risarcibile danno da precarizzazione, che lede la dignità del lavoratore e la sua stabilità occupazionale. Le ordinanze d'emergenza non possono derogare alla legge se non lo prevedono espressamente. Vince la lavoratrice, che ha diritto al risarcimento.
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Lavoro penitenziario: la revoca è sempre impugnabile
La Corte di Cassazione ha stabilito che la revoca dell'autorizzazione al lavoro penitenziario è sempre impugnabile tramite reclamo giurisdizionale. Il caso riguardava un detenuto a cui era stato revocato il permesso di lavorare a causa di presunte irregolarità nelle comunicazioni. Il Tribunale di Sorveglianza aveva inizialmente dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo la revoca un atto amministrativo non impugnabile. La Suprema Corte ha invece annullato tale decisione, affermando che il lavoro è un diritto fondamentale e parte integrante del trattamento rieducativo, la cui lesione richiede una tutela giurisdizionale effettiva.
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Trasferimento ramo d’azienda: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un trasferimento ramo d'azienda 'dematerializzato' in assenza di una preesistente e autonoma organizzazione economica. Il caso riguardava alcuni lavoratori ceduti da una società a un'altra, i quali hanno ottenuto la reintegrazione nel posto di lavoro originario. La Corte ha ribadito che non è sufficiente raggruppare arbitrariamente lavoratori e servizi per creare un ramo d'azienda ai fini della cessione; l'entità ceduta deve possedere una propria identità funzionale già prima del trasferimento.
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Circolazione NCC: via libera in ZTL senza permessi?
Una società di noleggio con conducente (NCC) ha contestato delle multe per l'accesso a una Zona a Traffico Limitato (ZTL). La Corte di Cassazione ha stabilito che, per la normativa vigente nel 2018, non era richiesta una comunicazione preventiva a livello nazionale per la circolazione NCC in altri comuni. Tuttavia, ha chiarito che i comuni mantengono il potere di regolamentare l'accesso. La sentenza precedente è stata annullata perché il giudice non ha verificato l'esistenza e il contenuto del regolamento comunale, un passaggio fondamentale per decidere sulla legittimità delle sanzioni.
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Obbligo di repêchage: la Cassazione fa chiarezza
Una lavoratrice, licenziata per giustificato motivo oggettivo a seguito della soppressione della sua posizione di cassiera, ha impugnato il licenziamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31561/2023, ha accolto il suo ricorso, ribaltando la decisione di merito. La Corte ha stabilito che l'onere di provare l'impossibilità del repêchage spetta al datore di lavoro. Tale prova deve essere concreta e non basata su astratte "massime di esperienza". Inoltre, la Corte ha sottolineato la rilevanza del livello di inquadramento contrattuale: non può essere considerato un dato "neutro" se l'azienda assume nuovo personale a un livello pari o inferiore a quello del lavoratore licenziato, poiché indica una potenziale fungibilità delle mansioni. La valutazione sull'obbligo di repêchage deve quindi considerare la specifica professionalità del lavoratore e le posizioni disponibili, anche inferiori.
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Patrocinio a spese dello Stato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il rigetto di un'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Il giudice di primo grado aveva respinto la richiesta per imprecisioni e per l'illeggibilità del documento di identità allegato. La Suprema Corte ha ritenuto i motivi del ricorso non specifici e meramente avversativi, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Licenziamento somministrazione irregolare: la decisione
Un lavoratore, impiegato presso un'azienda tramite un'agenzia interinale, ha visto il suo rapporto di lavoro cessare a seguito di un licenziamento comunicato dall'agenzia. A fronte di una somministrazione irregolare, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'atto di recesso è invalido. In un caso di licenziamento somministrazione irregolare, solo l'azienda utilizzatrice, in qualità di datore di lavoro effettivo, detiene il potere di licenziare. La comunicazione da parte dell'agenzia è quindi inefficace a terminare il rapporto di lavoro di fatto.
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Indennità di esproprio: la tassabilità e il ritardo
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla tassabilità dell'indennità di esproprio. Se il pagamento è ritardato ingiustificatamente dalla Pubblica Amministrazione oltre l'entrata in vigore della legge impositiva, l'indennità potrebbe non essere tassabile. Il caso è stato rinviato per determinare se un accordo transattivo costituisse un nuovo procedimento o facesse parte di quello originario, un fattore chiave per valutare il ritardo.
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Compenso avvocato: i protocolli non possono derogare
Un'avvocatessa si è opposta alla liquidazione del suo compenso per un caso di patrocinio a spese dello Stato, ridotto a € 700 sulla base di un protocollo d'intesa locale, a fronte dei € 1.700 richiesti. La riduzione ignorava la fase istruttoria del processo penale, terminato per prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il compenso avvocato deve remunerare tutta l'attività svolta e che i protocolli d'intesa, di natura non vincolante, non possono prevalere sulle norme di legge che fissano i minimi tariffari, garantendo l'effettività della retribuzione.
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Impedimento avvocato: i limiti dell’art. 81 bis cpc
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24631/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato tardivamente da un avvocato impegnato in un affidamento preadottivo. I giudici hanno chiarito che il legittimo impedimento dell'avvocato previsto dall'art. 81 bis disp. att. c.p.c. non sospende automaticamente i termini per le impugnazioni, ma si applica solo alla gestione del calendario del processo. Per i termini perentori scaduti, resta necessaria la richiesta di rimessione in termini, provando una causa non imputabile e di carattere assoluto.
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Diploma Magistrale GAE: no a nuovi inserimenti
Un gruppo di insegnanti con diploma magistrale ha richiesto l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il suo orientamento consolidato. La Corte ha statuito che il possesso del solo diploma magistrale GAE, sebbene conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l'inclusione in tali graduatorie, in quanto la legge le ha trasformate in elenchi chiusi, e la relativa clausola di salvaguardia si applicava unicamente a chi già possedeva i requisiti per le previgenti graduatorie permanenti.
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