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Art. 4 Costituzione — Anno 2022

Altri anni per Art. 4 Costituzione

Retribuzione di risultato: Dirigente perde contro Regione Sardegna
Un ex Direttore Generale della Regione Sardegna ha chiesto il pagamento della retribuzione di risultato. La Regione ha sostenuto che un successivo accordo contrattuale aveva reso il compenso "onnicomprensivo", includendo già la retribuzione di risultato in un importo globale aumentato. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo che la retribuzione di risultato fosse già assorbita. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Direttore inammissibile. Ha confermato che l'interpretazione del contratto, che stabiliva l'assorbimento della retribuzione di risultato nel compenso complessivo, era una valutazione di fatto dei giudici precedenti e non poteva essere contestata in Cassazione se non per violazione dei canoni di interpretazione contrattuale. Il Direttore ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
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Assegno divorzile compensativo negato senza prova del sacrificio
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ex marito contro il riconoscimento di un assegno divorzile compensativo a favore dell'ex moglie. Il giudice d'appello aveva concesso il contributo basandosi solo sulla disparità economica tra le parti e sul lavoro domestico svolto dalla donna durante il matrimonio. I Supremi Giudici hanno chiarito che il lavoro casalingo non genera un indennizzo automatico. L'ex coniuge richiedente deve dimostrare in modo rigoroso di aver rinunciato a concrete opportunità di carriera per dedicarsi alla famiglia. Inoltre, il giudice deve verificare se le divisioni patrimoniali avvenute durante la separazione, come l'assegnazione di immobili e quote societarie, abbiano già compensato il contributo dato alla vita coniugale.
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Revoca sospensione condizionale pena: l’impossibilità di pagare non è un pretesto
Un Condannato ha visto revocare la sospensione condizionale della pena perché non ha risarcito il danno alla persona offesa entro sei mesi dal passaggio in giudicato della condanna. La difesa ha sostenuto l'impossibilità economica di adempiere. La Corte di Cassazione ha chiarito che il giudice non può revocare il beneficio ignorando l'assoluta impossibilità di adempiere, né può liquidare le difficoltà economiche con frasi generiche. Il giudice deve verificare l'effettiva impossibilità di pagare, senza giudicare le cause. La Cassazione ha annullato l'ordinanza di revoca della sospensione condizionale pena e rinviato il caso al Tribunale per un nuovo esame.
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