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Art. 4 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 4 Codice Civile

Avviso bonario: quando è obbligatorio per la cartella?
Un contribuente ha ricevuto una cartella di pagamento per IRPEF su un'indennità di fine rapporto senza un preventivo avviso bonario. Ha impugnato l'atto sostenendo che la comunicazione fosse obbligatoria, dato che l'ufficio fiscale aveva ricalcolato l'imposta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che l'avviso bonario è necessario solo in caso di incertezze o modifiche dei dati dichiarati, non per una semplice riliquidazione dell'imposta basata sull'applicazione dell'aliquota corretta ai dati originali. La Corte ha inoltre confermato la validità della notifica e ha respinto le eccezioni su prescrizione e mancanza di firma.
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Deduzione ACE: la data della delibera è decisiva
Una società si è vista negare il rimborso IRES per la mancata fruizione della deduzione ACE. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che un aumento di capitale, per essere agevolabile, deve essere stato deliberato dopo il 31 dicembre 2010. La data di sottoscrizione successiva non è sufficiente, poiché la norma mira a incentivare nuove decisioni di capitalizzazione, non a premiare quelle già prese prima della sua entrata in vigore.
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Prescrizione quinquennale per sanzioni e interessi
Un contribuente ha impugnato con successo degli estratti di ruolo. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la prescrizione decennale per sanzioni e interessi. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la prescrizione quinquennale per le obbligazioni accessorie, in quanto autonome rispetto all'imposta principale. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile un motivo di ricorso per formazione di giudicato interno.
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Rigetto implicito e prescrizione: la decisione
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento sostenendo la prescrizione del debito. L'agente della riscossione ha prodotto in appello una comunicazione di iscrizione ipotecaria per dimostrare l'interruzione dei termini. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del contribuente, chiarendo il concetto di 'rigetto implicito' delle eccezioni preliminari e le regole sulla produzione di nuovi documenti in appello antecedenti alla riforma del 2024. La Corte ha concluso che il debito non era prescritto.
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Prescrizione crediti tributari: 10 o 5 anni? Decide la Cassazione
Un contribuente ha contestato diverse cartelle esattoriali per IRPEF, IRAP e IVA, eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6916/2025, ha chiarito le regole sulla prescrizione dei crediti tributari. Ha stabilito che per i tributi erariali (IRPEF, IVA) si applica il termine ordinario di dieci anni, mentre per le sanzioni e gli interessi il termine è di cinque anni. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato un termine unico, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Contratto di comodato: quando esclude IMU e TASI?
Un Comune ha contestato l'esenzione da IMU e TASI di un proprietario terriero, sostenendo che l'accordo di concessione del terreno a un agricoltore fosse un contratto di comodato, rendendo il proprietario responsabile per le imposte. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Comune, non per il merito della questione, ma per vizi procedurali. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché mescolava in modo errato diverse censure e non era autosufficiente, confermando di fatto la decisione dei giudici di merito che avevano escluso la soggettività passiva del proprietario.
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