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Art. 391-bis Codice Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 391-bis Codice Penale

Concorso morale e uso del cellulare in carcere: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che escludeva la responsabilità penale di un soggetto per le continue telefonate ricevute dal suocero detenuto. Secondo la Corte, una condotta apparentemente passiva può integrare il concorso morale nel reato di uso illecito del telefono in carcere (art. 391-ter c.p.), se rafforza o agevola il proposito criminoso del detenuto. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Introduzione cellulare in carcere: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una donna indagata per aver tentato di introdurre un micro-cellulare in carcere, nascondendolo nel proprio corpo. La Corte ha stabilito che il reato di introduzione cellulare in carcere si perfeziona con il solo ingresso del dispositivo nell'istituto, con l'intento di consegnarlo a un detenuto, anche se la consegna materiale non avviene. La sussistenza del 'fumus commissi delicti' è stata confermata, rendendo legittimo il sequestro probatorio del dispositivo.
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Espulsione straniero: quando i legami familiari contano?
Un cittadino straniero, detenuto, ha impugnato il provvedimento di espulsione come misura alternativa alla detenzione, sostenendo che i suoi legami in Italia (un cugino) fossero più significativi di quelli nel suo Paese d'origine. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità dell'espulsione dello straniero. I giudici hanno ritenuto che la valutazione del Tribunale di Sorveglianza fosse corretta, poiché la presenza delle figlie nel Paese d'origine e la lontananza del grado di parentela con il cugino in Italia non configuravano una violazione del diritto alla vita privata e familiare del ricorrente.
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Telefono in carcere non funzionante: non è reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di possesso di un telefono in carcere. La decisione si fonda sul fatto che il dispositivo, privo di batteria e scheda SIM, non era concretamente 'idoneo a effettuare comunicazioni' come richiesto dall'art. 391-ter del codice penale. Secondo la Corte, per configurare il reato, il dispositivo deve essere immediatamente utilizzabile, altrimenti il fatto è privo di offensività e non costituisce reato.
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Detenzione telefono in carcere: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un detenuto trovato in possesso di un telefono cellulare. Secondo la Suprema Corte, la semplice detenzione telefono in carcere è sufficiente a integrare il reato previsto dall'art. 391-ter del codice penale, poiché il possesso del dispositivo presuppone la sua precedente 'ricezione', una delle condotte punite dalla norma, non essendo necessario dimostrarne l'effettivo utilizzo per le comunicazioni.
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Ricettazione telefono carcere: la Cassazione decide
Un detenuto, trovato in possesso di un telefono, patteggia per ricettazione. In Cassazione, lamenta l'errata qualificazione, sostenendo dovesse essere il reato specifico di possesso di telefono in carcere. La Corte rigetta il ricorso, affermando che la qualifica di ricettazione telefono carcere è corretta a causa della clausola di sussidiarietà presente nella norma speciale, che fa prevalere il reato più grave.
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