La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un detenuto in regime 41-bis, destinatario di ulteriori misure cautelari per l'uso di un cellulare in cella. La Corte ha confermato la possibilità di configurare un concorso del detenuto nel reato altrui, anche prima della riforma del 2020. Tuttavia, ha annullato l'ordinanza cautelare per insussistenza delle esigenze cautelari, ritenendo che il regime del 41-bis fosse già la massima restrizione possibile, rendendo inefficace qualsiasi ulteriore misura.
Continua »