LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 385 Codice Penale

Pagina 100 di 40

Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. L'appello, fondato sulla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, è stato giudicato generico in quanto non si confrontava con la motivazione della corte d'appello, la quale aveva evidenziato la 'spiccata propensione all'agire criminale' dell'imputato.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivi generici e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La decisione si basa sulla genericità strutturale dei motivi di ricorso, che non si confrontavano adeguatamente con le motivazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché i motivi presentati dall'imputato, condannato per evasione, sono stati ritenuti eccessivamente generici. L'appello non contestava in modo specifico le motivazioni della sentenza precedente, ma si limitava a critiche generali sulla valutazione della responsabilità e sul mancato riconoscimento delle attenuanti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando che un'impugnazione deve essere precisa e puntuale per essere esaminata nel merito.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. Il motivo, basato sul mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, è stato ritenuto generico perché non si confrontava specificamente con le motivazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Nomina difensore: revoca implicita per data posteriore
Un imputato, condannato per evasione, ricorre in Cassazione lamentando la mancata citazione di uno dei suoi due difensori nel giudizio di appello. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la nomina difensore con data posteriore revoca implicitamente quella precedente. Di conseguenza, l'imputato aveva un solo difensore al momento dell'udienza, che era stato correttamente citato, rendendo infondata la doglianza.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione chiude il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per il reato di evasione (art. 385 c.p.). I motivi del ricorso sono stati giudicati meramente ripetitivi di argomentazioni già respinte in appello e volti a una non consentita rivalutazione dei fatti. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: no alla rivalutazione dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per il reato di cui all'art. 385 c.p. La Corte ha stabilito che l'appello era una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello e mirava a una rivalutazione dei fatti, compito precluso al giudice di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è solo una rivalutazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che il ricorso si limitava a riproporre le stesse questioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello, trasformandosi in una mera richiesta di rivalutazione dei fatti, compito che non spetta alla Suprema Corte. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è solo reiterativo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per evasione (art. 385 c.p.). Il ricorso è stato giudicato meramente reiterativo di motivi già respinti dalla Corte d'Appello, riguardanti l'applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e la sostituzione della pena. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una multa.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per evasione. La Corte ha stabilito che il ricorso si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello, trasformandosi in una richiesta inammissibile di riesame dei fatti. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile per motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. Il ricorso inammissibile è stato motivato dalla genericità e non pertinenza delle doglianze sollevate, oltre che dalla proposizione di una questione non dedotta nel precedente grado di giudizio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici e meramente ripetitivi di questioni già esaminate dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivi generici e infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). L'appello è stato respinto perché basato su motivi generici e manifestamente infondati, non consentiti in sede di legittimità. La Corte ha confermato la logicità della sentenza impugnata, sia riguardo la responsabilità penale sia il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la non breve durata dell'allontanamento.
Continua »
Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito che avevano negato le attenuanti e la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sottolineando che i motivi del ricorso erano generici e infondati e che il rientro del soggetto ai domiciliari non era un atto volontario ma una mera coincidenza.
Continua »
Reato di evasione: ricorso inammissibile non provato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. L'imputato sosteneva di non aver sentito il campanello durante un controllo a causa di una terapia farmacologica, ma non ha fornito prove a sostegno. La Corte ha stabilito che il ricorso rappresentava un tentativo di rivalutare i fatti, non consentito in sede di legittimità, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
Continua »
Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 47482/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la mancata concessione delle attenuanti generiche per il reato di evasione. Il motivo è stato ritenuto generico, infondato e non consentito in sede di legittimità, data la logicità della motivazione del giudice di merito che aveva considerato i precedenti penali e la modalità della fuga.
Continua »
Ricorso inammissibile: genericità dei motivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi presentati, che si limitavano a riproporre censure già esaminate e respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza individuare vizi di legittimità nella sentenza impugnata. Il ricorso inammissibile ha comportato la conferma della condanna e l'addebito delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Evasione e 131-bis: quando non si applica la non punibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ai sensi dell'art. 131-bis c.p., è stata respinta. La decisione si fonda sull'abitualità della condotta dell'imputato, comprovata da precedenti condanne per reati simili. Questo caso chiarisce i limiti di applicazione della non punibilità per evasione e 131-bis.
Continua »
Evasione e stato di necessità: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione. La difesa, basata sull'esimente dello stato di necessità, è stata ritenuta generica e manifestamente infondata, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva già motivato in modo logico e puntuale l'insussistenza di tale scriminante. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: le censure generiche
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per i reati di evasione e resistenza a pubblico ufficiale. Il motivo è la presentazione di un ricorso inammissibile, basato su censure generiche e assertive che non specificano errori di diritto nella sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »