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Art. 371 Codice Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 371 Codice Penale

Falso giuramento sul debito: la correzione non salva il colpevole
Un debitore, durante una causa civile, ha prestato un giuramento decisorio dichiarando falsamente di aver saldato il proprio debito verso un professionista. Accusato del reato di falso giuramento, è stato condannato nei primi due gradi di giudizio. Il debitore ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata concessione di un termine a difesa dopo che il pubblico ministero aveva ridotto l'importo del debito contestato nell'imputazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la riduzione della somma costituisce una mera rettifica di errore materiale e non una modifica sostanziale dell'accusa. Di conseguenza, non vi è stata alcuna violazione dei diritti della difesa. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni.
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Falso giuramento della parte: cliente condannato per debiti negati
Un cliente, accusato di falso giuramento della parte, ha presentato ricorso in Cassazione dopo essere stato condannato per aver giurato in una causa civile di aver saldato le parcelle di un professionista. Il cliente sosteneva di aver pagato in contanti ma non ha mai fornito alcuna prova a sostegno della sua versione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la sua difesa generica e del tutto priva di riscontri. La condanna è stata quindi confermata, stabilendo che la sola parola non basta a provare un pagamento, soprattutto di fronte a un giuramento.
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Falso giuramento e risarcimento: quando la bugia non basta
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento danni proposta da un soggetto contro il proprio fratello, accusato di aver prestato un **falso giuramento** durante una causa per usucapione. Nonostante il procedimento penale per spergiuro fosse stato archiviato, il ricorrente sosteneva che il giudice civile dovesse comunque accertare la falsità delle dichiarazioni. La Suprema Corte ha chiarito che l'illecito civile è autonomo da quello penale. Tuttavia, per ottenere il risarcimento, non basta dimostrare una menzogna parziale. È necessario provare che tale falsità abbia causato un danno ingiusto, ovvero che senza di essa l'esito della causa sarebbe stato diverso. Nel caso di specie, la menzogna riguardava solo l'uso di alcuni locali come deposito e non il possesso esclusivo necessario per l'usucapione, rendendo la condotta irrilevante ai fini del danno.
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Falso giuramento: conseguenze penali e civili
La Corte di Cassazione ha confermato la rilevanza penale del falso giuramento reso in sede civile, anche qualora il giudice non abbia preventivamente avvertito la parte delle conseguenze penali del mendacio. Il caso riguardava un soggetto che aveva falsamente giurato di aver saldato i compensi professionali di un avvocato. Nonostante l'estinzione del reato per prescrizione, la Corte ha confermato le statuizioni civili, ribadendo che l'interesse protetto dall'art. 371 c.p. e la veridicita della prova legale, indipendentemente dalle irregolarita procedurali civili previste dall'art. 238 c.p.c.
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Falso giuramento: la Cassazione e la formula complessa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47673/2023, ha stabilito un principio cruciale in materia di falso giuramento. Il caso riguarda un imprenditore, assolto in primo grado e poi condannato in appello, per aver giurato il falso in una causa civile. La difesa sosteneva che la complessità della formula del giuramento escludesse l'intenzione di mentire. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la valutazione sull'ammissibilità e sulla chiarezza della formula del giuramento spetta esclusivamente al giudice civile. Il giudice penale deve limitarsi a verificare la falsità della dichiarazione e la consapevolezza del giurante, non potendo sindacare le scelte processuali della sede civile.
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