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Art. 37 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 37 Codice di Procedura Penale

Istanza di ricusazione: rigetto e sanzione per errore di deposito
Un imputato ha presentato un'istanza di ricusazione contro il giudice dell'udienza preliminare, accusandolo di parzialità per aver rigettato alcune prove difensive e disposto il rinvio a giudizio dopo aver condannato i coimputati con rito abbreviato. La difesa ha depositato l'atto nella cancelleria dello stesso giudice ricusato anziché presso la Corte di appello. La Corte territoriale ha dichiarato inammissibile l'istanza senza udienza camerale per tardività ed errato deposito. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che le regole formali sulla ricusazione sono inderogabili e tassative. Il rigetto di richieste istruttorie o la gestione contestuale di riti processuali diversi non integrano alcun pregiudizio per l'imparzialità del magistrato. L'imputato perde definitivamente il ricorso e subisce la condanna al pagamento delle spese legali, oltre al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende per aver promosso un giudizio manifestamente privo di fondamento.
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Ricusazione del Giudice: Quando la Messa alla Prova non implica Colpevolezza
Un Imputato ha presentato una richiesta di ricusazione del giudice dell'udienza preliminare, sostenendo che il magistrato avesse anticipato un giudizio di colpevolezza nel rigettare la sua domanda di messa alla prova. L'Imputato ha anche contestato la decisione sulla tempestività della sua richiesta. La Corte d'Appello ha dichiarato la ricusazione inammissibile. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la richiesta di ricusazione era tardiva, poiché presentata oltre i tre giorni dalla conoscenza del provvedimento contestato. Ha inoltre chiarito che la valutazione del giudice per la messa alla prova non costituisce un'anticipazione del giudizio di merito sulla colpevolezza. Il ricorso dell'Imputato è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali.
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Ricusazione del Giudice: Inammissibile la richiesta del Lavoratore
Un Lavoratore ha chiesto la ricusazione del giudice che doveva giudicarlo per reati di lesioni personali, falso e calunnia. Il Lavoratore sosteneva che il giudice fosse incompatibile, avendo in precedenza archiviato un procedimento per calunnia a carico di un Testimone che lo aveva accusato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la ricusazione del giudice. Ha chiarito che l'archiviazione era avvenuta per mancanza di querela e non per una valutazione di merito sulla responsabilità del Lavoratore. Non esisteva, quindi, alcun pregiudizio all'imparzialità del giudice. Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione.
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Ricusazione del Giudice: Istanza Inammissibile e Diritti di Difesa
Un Lavoratore ha presentato un'istanza di ricusazione del giudice, sostenendo che l'ordinanza di inammissibilità fosse stata notificata prima del deposito effettivo della sua richiesta e che i motivi di imparzialità non fossero stati adeguatamente valutati. La Corte d'Appello aveva già dichiarato inammissibile tale istanza. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della ricusazione del giudice, evidenziando che le decisioni procedurali del magistrato non costituiscono di per sé motivo di ricusazione. Ha inoltre rilevato che l'istanza depositata in cancelleria era priva della sottoscrizione del Lavoratore e che non era stata dimostrata una concreta lesione del diritto di difesa.
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Ricusazione del giudice: la Cassazione annulla l’inammissibilità “de plano”
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile 'de plano' (senza udienza) la richiesta di `ricusazione del giudice`. Alcuni soci e procuratori speciali di un'azienda, i cui beni erano stati sottoposti a misure di prevenzione, avevano chiesto la rimozione dei giudici per presunta imparzialità, avendo questi già valutato fatti simili in precedenti procedimenti. La Cassazione ha stabilito che una richiesta di `ricusazione del giudice` non può essere respinta sommariamente quando i motivi addotti sono oggetto di contrasto interpretativo nella giurisprudenza. La Corte d'Appello dovrà riesaminare il caso con una procedura più formale, garantendo il contraddittorio.
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Ricusazione del Giudice: Decisioni Procedurali non Implicano Pregiudizio
Un Lavoratore ha presentato una richiesta di ricusazione del giudice, sostenendo che le decisioni procedurali del Tribunale (rifiuto di rinvii per impedimento, esclusione di testimoni, presunta errata valutazione di documenti medici) mostrassero un pregiudizio anticipato sulla sua colpevolezza. La Corte d'Appello ha dichiarato la richiesta inammissibile. La Cassazione ha confermato, stabilendo che le decisioni procedurali, anche se sfavorevoli, non costituiscono motivo di ricusazione a meno che non anticipino il merito della causa senza un legame funzionale con la decisione incidentale. I problemi procedurali devono essere affrontati con i normali mezzi di impugnazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Ricusazione del Giudice: Quando l’accusa di parzialità non regge
Un imputato ha presentato ricorso per cassazione contro la decisione di inammissibilità della sua richiesta di ricusazione del giudice. L'imputato sosteneva che il giudice avesse anticipato un giudizio di colpevolezza attraverso provvedimenti procedurali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la ricusazione del giudice è possibile solo per motivi tassativi e che le lamentele dell'imputato erano generiche e infondate. Il giudice non aveva anticipato il giudizio di colpevolezza. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricusazione del giudice: negare novanta testi non anticipa la pena
Durante un processo per reati di falso, il magistrato revoca l'ascolto di circa novanta testimoni difensivi ritenendoli sovrabbondanti. Davanti alle proteste del difensore, il magistrato invita la parte a far valere le proprie ragioni in sede di eventuale appello. L'imputato presenta allora istanza di ricusazione del giudice, sostenendo che tale frase anticipi illegittimamente una sentenza di condanna. La Corte di Appello dichiara inammissibile la richiesta e la Corte di Cassazione conferma la decisione. I Supremi Giudici stabiliscono che la riduzione della lista dei testi è un potere ordinario di gestione del dibattimento. Inoltre, il richiamo ai rimedi di impugnazione ordinari non costituisce alcuna anticipazione della decisione finale di merito. L'imputato perde il ricorso e subisce la condanna al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Incompatibilità del Giudice: Cassazione chiarisce, ricorso respinto
Un Amministratore di fatto, condannato per bancarotta fraudolenta, ha impugnato una sentenza che rideterminava le sue pene accessorie. Il suo ricorso si basava sulla presunta nullità della sentenza per la presenza di un giudice già coinvolto in un precedente giudizio annullato, sollevando la questione dell'incompatibilità del giudice, e sull'errata applicazione delle norme sulle pene accessorie. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha chiarito che la partecipazione di un giudice a un precedente collegio annullato non causa nullità, ma solo incompatibilità, che deve essere eccepita con ricusazione. Il secondo motivo è stato ritenuto generico. L'Amministratore ha perso e dovrà pagare le spese processuali.
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Ricusazione del giudice: la Cassazione annulla il blocco formale
L'Imputato ha dichiarato in udienza la ricusazione del giudice per presunti motivi di incompatibilità. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta per la mancata allegazione del verbale d'udienza e l'assenza dell'autenticazione della firma. L'Imputato ha ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'istanza resa di persona a verbale non richiede l'autentica del difensore. Inoltre, la Corte d'Appello aveva l'obbligo di acquisire d'ufficio il verbale mancante prima di decidere. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Ricusazione del giudice: quando le prove comuni non bastano
Un imputato ha presentato richiesta di ricusazione del giudice sostenendo che il magistrato avesse già valutato la sua attendibilità e fatti connessi in un distinto processo penale. La Corte d'Appello ha respinto l'istanza e l'imputato ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la ricusazione del giudice scatta solo se il magistrato si è espresso sul merito dello stesso identico fatto e nei confronti dello stesso soggetto. La mera conoscenza di atti correlati o la valutazione di fonti di prova comuni in processi distinti non compromette l'imparzialità del giudizio.
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Ricusazione del giudice: la stabilità della confisca definitiva
Un cittadino e un suo familiare chiedono la revoca della confisca di prevenzione definitiva sui loro immobili. I ricorrenti lamentano la mancata ricusazione del giudice. Il presidente del collegio che ha disposto la confisca aveva infatti partecipato alla precedente condanna penale dello stesso soggetto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che l'incompatibilità del magistrato non provoca la nullità della decisione. La parte deve eccepire la ricusazione del giudice tempestivamente durante il processo originario. Il mancato utilizzo dello strumento nei termini stabiliti rende legittima la decisione ed esclude la possibilità di annullare la confisca in un secondo momento. I ricorrenti subiscono la condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Reato Continuato: Cassazione annulla per errori di valutazione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un giudice di merito che aveva negato il riconoscimento del reato continuato a un Condannato per rapine e altri reati. Il giudice di merito aveva ignorato le indicazioni della Cassazione, basando il suo rifiuto su elementi presuntivi come la distanza tra i luoghi e la diversità degli obiettivi, senza valutare il 'disegno criminoso' e il 'modus operandi' comune. La Cassazione ha rinviato il caso a una nuova sezione della Corte d'Appello per una corretta valutazione del reato continuato.
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Ricusazione del giudice: tra astensione incerta e ricorso tardivo
L'Imputata ha presentato un'istanza di ricusazione del giudice lamentando una presunta inimicizia grave. La Corte d'Appello ha dichiarato l'atto inammissibile perché depositato oltre i termini di legge e privo di elementi oggettivi. L'Imputata ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La difesa ha sostenuto che il magistrato avesse dichiarato di astenersi, fatto che avrebbe reso la ricusazione come non proposta. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi difensiva. I giudici hanno chiarito che l'astensione blocca la ricusazione soltanto se viene accertato il suo effettivo accoglimento, elemento non dimostrato nel caso di specie. L'istanza era tardiva e fondata unicamente su scelte processuali del magistrato. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando l'Imputata al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricusazione del giudice: tempestività e termini di conoscenza
L'Imputato, coinvolto in un procedimento per bancarotta, ha presentato una dichiarazione di ricusazione nei confronti dei componenti del collegio giudicante. I medesimi magistrati avevano già espresso valutazioni di colpevolezza sul suo conto nella motivazione di una sentenza emessa in un procedimento parallelo. La Corte d'Appello ha respinto l'istanza ritenendola tardiva. I giudici territoriali hanno fatto decorrere il termine dalla semplice conoscenza dell'incardinamento del processo. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale conclusione. I Supremi Giudici hanno stabilito che la ricusazione del giudice decorre solo dalla data di conoscenza effettiva delle motivazioni scritte della sentenza pregiudicante e non dalla mera conoscibilità astratta degli addebiti.
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Ricorso per cassazione personale: l’autodifesa costa 4000 euro
Un cittadino ha proposto personalmente un ricorso per cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di ricusazione di alcuni magistrati. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il ricorso per cassazione personale non è più consentito dalla legge. Infatti, dopo la riforma del 2017, ogni ricorso davanti alla Suprema Corte deve essere firmato, a pena di inammissibilità, da un difensore abilitato iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di quattromila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Ricusazione del giudice: nessun effetto per i coimputati
I Coimputati hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale che rigettava l'eccezione di nullità del decreto che dispone il giudizio. L'eccezione si fondava sulla ricusazione del giudice dell'udienza preliminare, accolta precedentemente solo per un altro coimputato. I ricorrenti sostenevano che la ricusazione del giudice travolgesse l'intero procedimento con effetti erga omnes. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno stabilito che l'ordinanza di rigetto non costituisce un atto abnorme, poiché non determina una stasi insuperabile del processo. Di conseguenza, tale provvedimento non è immediatamente ricorribile per cassazione, ma può essere impugnato solo insieme alla sentenza finale.
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Ricusazione del giudice: quando il sospetto diventa un boomerang
Tre indagati hanno presentato una richiesta di ricusazione del giudice per le indagini preliminari, sostenendo che avesse già espresso un giudizio sulla loro colpevolezza in altri provvedimenti. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la domanda senza convocare le parti. Gli indagati hanno fatto ricorso in Cassazione, lamentando la violazione del diritto al contraddittorio e una errata valutazione della parzialità del magistrato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la ricusazione del giudice per manifesta infondatezza può essere decisa direttamente (de plano). Inoltre, ha chiarito che le decisioni provvisorie prese dal magistrato in compiti d'ufficio non costituiscono una anticipazione indebita del giudizio finale. I ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Ricusazione del giudice: tra dovere d’ufficio e sanzioni
L'Imputato ha proposto ricorso contro la decisione che dichiarava inammissibile la sua richiesta di ricusazione del giudice. Secondo la difesa, il Presidente del Tribunale aveva manifestato indebitamente il proprio convincimento segnalando al Pubblico Ministero, durante l'udienza, la presenza di una contestazione di recidiva già contenuta nel capo d'imputazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tale segnalazione rientra nei poteri di direzione dell'udienza e non costituisce un'anticipazione del giudizio. Di conseguenza, la richiesta di ricusazione del giudice è stata ritenuta manifestamente infondata. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Ricusazione del giudice: perché il doppio processo non basta
L'Imputato, accusato di bancarotta fraudolenta, ha presentato una dichiarazione di ricusazione del giudice nei confronti del collegio giudicante del Tribunale. Sosteneva che gli stessi magistrati lo avessero già condannato in un precedente processo per fatti analoghi legati alla medesima società fallita. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato. I giudici di legittimità hanno chiarito che la ricusazione del giudice non può fondarsi sulla semplice partecipazione degli stessi magistrati a processi diversi a carico dello stesso soggetto, qualora i fatti storici siano distinti (nel caso specifico, bancarotta documentale contro bancarotta patrimoniale). Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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